Riportare il giudice di pace, l'Ordine degli Avvocati: "Massimo impegno, ma non abbiamo noi le risorse"

Massimo impegno dell'Ordine degli Avvocati per ripristinare un presidio di tribunale a Cesena, dal momento che in città, nonostante i suoi quasi 100mila abitanti, è scomparso anche il giudice di pace. Una delegazione dell'Ordine è stata ricevuta dal sindaco Lucchi alcuni giorni fa. Scrive il consiglio dell'Ordine

Massimo impegno dell’Ordine degli Avvocati per ripristinare un presidio di tribunale a Cesena, dal momento che in città, nonostante i suoi quasi 100mila abitanti, è scomparso anche il giudice di pace. Una delegazione dell’Ordine è stata ricevuta dal sindaco Lucchi alcuni giorni fa. Scrive il consiglio dell’Ordine: “Confermiamo la piena collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Forlì-Cesena al tentativo di  ripristino di un presidio giudiziario nella città di Cesena”.
 

“Come Le abbiamo riferito, l’avvocatura provinciale, con la chiusura della sezione distaccata del Tribunale e del Giudice di Pace, ha subìto, nel breve volgere di un anno, un repentino stravolgimento dell’attività professionale; attività che sta cercando, con fatica, di riportare alla normalità. Tuttavia, coloro che hanno davvero sofferto direttamente gli effetti della ‘doppia’ chiusura sono stati i cittadini di Cesena e dell’ampio comprensorio cui essa fa capo (più di 200.000 abitanti). I cittadini richiedenti giustizia, infatti, anche per la semplice impugnazione di un verbale di violazione del codice della strada, sono attualmente costretti a raggiungere la sede forlivese, con grave spreco di tempo e di mezzi. Insomma, se la spesa corrente è diminuita (e conserviamo, a tal proposito, parecchi dubbi), di sicuro la spesa sociale si è aggravata”.
 

Ricorda l’Ordine: “Cesena, città che ospitava da epoca medioevale un presidio di giustizia, ne è oggi irragionevolmente priva: ben venga, perciò, la sua lodevole iniziativa di riportare (almeno) il Giudice di Pace nella città malatestiana. Il Consiglio dell’Ordine si attiverà per sondare la disponibilità, anche sul piano finanziario, di tutte le  Istituzioni del territorio provinciale”. Tuttavia “l’Ordine non ha disponibilità economica (esso si regge sulla sola quota annua di iscrizione degli aderenti) per sostenere, accanto al Comune, i costi del ripristino. Tuttavia, porremo in essere ogni sforzo persuasivo nei confronti della più ampia platea di investitori istituzionali”.

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