Gestione dei rifiuti, Cesena crea un "tappo geografico" per la società in house

La scelta di Cesena di avviarsi ad una gara pubblica (con Hera in pole position per il riaffidamento del servizio) potrebbe creare un blocco per gli altri Comuni che non sono d'accordo, tra cui Cesenatico. Un vero e proprio "tappo geografico"

Nella decisioni per il futuro assetto della raccolta dei rifiuti, con la scelta se riaffidare ad Hera il servizio di raccolta oppure se creare una società nuova pubblica “in house” come sostenuto da Forlì e dai Comuni del Forlivese è battaglia nel comprensorio cesenate. Infatti, la scelta del Comune di Cesena di avviarsi ad una gara pubblica (con Hera in pole position per il riaffidamento del servizio) potrebbe creare un blocco per gli altri Comuni che non sono d'accordo, tra cui Cesenatico. Un vero e proprio "tappo geografico".

“A tal proposito voglio sottolineare – dichiara Lina Amormino, assessore alle società partecipate del Comune di Cesenatico - che Cesenatico lotterà con tutte le forze per avere le pari opportunità di scelta e non costringerci a seguire percorsi che non vogliamo”. La posizione di Cesenatico è scaturita dalla riunione dei Comuni che si è tenuta martedì pomeriggio in Provincia.

“Anche oggi Cesenatico vota favorevole all'in house ma facciamo un passo in dietro. Il Comune di Cesenatico già nel consiglio d'ambito del 30 dicembre 2014 aveva manifestato il proprio favore all'avvio del procedimento istruttorio per l'affidamento del servizio rifiuti del bacino provinciale con modalità in-house. L'attuale gestione proseguirà fino alla decorrenza del nuovo affidamento, nel rispetto della convenzione con Hera sottoscritta dalla precedente Autorità d'Ambito di Forlì-Cesena nel 2006 e scaduta il 31 dicembre 2011”.

IL SISTEMA IN HOUSE.  Il sistema in house, che di fatto permette di uscire da una gestione di Hera nella raccolta e smaltimento dei rifiuti, va visto il voto negativo, su trenta Comuni, solo di quattro (Cesena, Gambettola, Savignano sul Rubicone e San Mauro), mentre nel forlivese su quindici Comuni presenti nessun no, solo Santa Sofia e Civitella di Romagna si sono astenuti. Illustra i pregi del sistema “in house” l'assessore Amormino: “Questa scelta, che sarà verificata in accordo alla normativa vigente, consentirà di realizzare un modello di gestione rifiuti completamente nuovo, dove lo scarto diventerà un bene comune e verrà gestito in maniera pubblica per garantire la trasparenza e il controllo delle fasi di pianificazione e di valorizzazione dei rifiuti recuperati con il sistema della differenziata”. Il nuovo modello inoltre punta ad una separazione proprietaria tra i gestori della raccolta e i gestori dello smaltimento dei rifiuti, per spezzare l’attuale monopolio del ciclo integrato dei rifiuti, che di fatto, ostacola la riduzione di rifiuti, questo perché implicherebbe minore fatturato e minore margine economico per i gestori dello smaltimento”.

IL "TAPPO GEOGRAFICO". I Comuni devono quindi scegliere tra le possibili opzioni di gestione: in-house, gara europea o gara a doppio oggetto. Tuttavia, per l'assessore di Cesenatico, “il percorso che sembrava quindi in discesa, oggi trova un mezzo ostacolo. La Regione Emilia Romagna ha infatti modificato le regole consentendo la partizione dell'attuale bacino provinciale in due (forlivese e cesenate) purché sia garantita la continuità territoriale tra i Comuni appartenenti ai due bacini. La conseguenza di questo atto legittimo e ponderato, ha tuttavia determinato un vincolo a quei Comuni del cesenate che vogliono scegliere un percorso verso l’in-house, quindi diverso da quanto deciso da Cesena, senza continuità territoriale con il bacino forlivese”.

Sostanzialmente tutti i Comuni del Cesenate che sceglierebbero il sistema di gestione dei rifiuti “in house” non potrebbero farlo a meno che non siano confinanti col bacino forlivese, una possibilità solo per i Comuni di Cesena, Sarsina e Bagno di Romagna, e con Cesena a fare “da tappo” sulle decisioni dei rimanenti Comuni, specialmente di costa e di pianura.

M5S . Il progetto piace anche al M5S. Scrivono i consiglieri dell'Unione dei Comuni Alberto Papperini, Christian Campedelli, Ivan Brunetti, Giacomo Pasini e Luigi Deluca: “Uscire da Hera è possibile. Si cerca di fare un ulteriore passo verso la concretizzazione di questo progetto, che prevede la realizzazione di un modello di gestione dove il rifiuto diventa un bene comune e viene gestito in maniera pubblica per garantire controllo e trasparenza, la separazione tra i gestori della raccolta e quelli dello smaltimento e l’introdurre della tariffa puntuale, con la quale l’utente spenderà solo ciò che produrrà come indifferenziato. Durante il prossimo Consiglio dell’Unione Rubicone e mare presenteremo una mozione con la quale si chiede di impegnare la Giunta dell' Unione dei comuni Rubicone e Mare a promuovere, nelle sedi opportune, l'adesione dei propri Comuni al sistema denominato In House”.

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