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Rifiuti, è guerra aperta con Bologna: "Stangata calata dall'alto, andiamo in tribunale"

La distanza tra la Romagna e Bologna non è mai apparsa così siderale: lo strappo politico si è consumato sulla stangata della tassa dei rifiuti, decisa nel capoluogo ma osteggiata formalmente dai sindaci

La distanza tra la Romagna e Bologna non è mai apparsa così siderale: lo strappo politico si è consumato sulla stangata della tassa dei rifiuti, decisa nel capoluogo ma osteggiata formalmente dai sindaci della provincia che in 27 su 30 hanno detto 'no' ai rincari. Un 'no' che però non è servito a niente. “Per la prima volta Atersir (l'agenzia regionale che decide le tariffe dei servizi pubblici, tra cui la raccolta dei rifiuti, ndr) ha votato contro ribaltando il volere dei sindaci riuniti nei consigli locali. E' una scelta politica a tutti gli effetti”, commenta l'assessore all'Ambiente del Comune di Forlì Nevio Zaccarelli e presidente del comitato locale di Atersir.

In che modo Forlì e gli altri Comuni che non approvano la nuova ed ennesima stangata della Tari, la tassa sui rifiuti, intendono muoversi? Zaccarelli lo spiega in comune a Forlì: “Mercoledì prossimo ci vedremo con tutti i Comuni sulla stessa linea per decidere di impugnare la delibera di Atersir. Fino a che questa è in vigore, non annullata da un giudice del Tar, infatti, permette ad Hera di richiedere i rincari, indipendentemente se votiamo o meno la delibera in Consiglio”. La proposta dei diversi sindaci della fronda è di portare davanti al Tribunale Amministrativo (Tar) Atersir e la sua delibera che in quattro e quattr'otto ha ribaltato i pareri negativi dei sindaci della provincia di Forlì-Cesena. Sindaci che tuttavia non si muovono all'unisono. Chiosa Zaccarelli: “Manca Cesena che non aumenterà la tariffa sui rifiuti perché ha una sovracopertura di un milione di euro, e Cesenatico con una sovracopertura di 500mila euro. A questo punto vorrei anche capire il perché ai cittadini di questi due Comuni qualcuno ha fatto pagare di più del dovuto”.

DI MAIO - Sul caso interviene anche il deputato forlivese Marco Di Maio: "Nella provincia di Forlì-Cesena aumenterà la Tari, la tassa sui rifiuti. Non succede per la volontà dei sindaci, ma per scelta di Atersir, agenzia regionale per i servizi idrici e i rifiuti. Una decisione assunta nonostante due volte il Consiglio d’ambito locale, l'organismo territoriale in cui siedono le Amministrazioni comunali, avesse rigettato le proposte di Piano Economico presentate da Atersir per il 2017. Una decisione calata dall'alto, in barba alle posizioni espresse dai sindaci e che mette i Comuni di fronte all'obbligo di inserire in calendario dei consigli comunali in fretta e furia per compiere scelte impattanti sui bilanci e sull'opinione pubblica (oltre che sulle tasche di tutti noi). Credo sia giusto far sentire la contrarietà di tutto il territorio e che le Amministrazioni locali agiscano in maniera compatta nelle sedi politico-istituzionali e in quelle, eventualmente, della giustizia amministrativa impugnando gli atti che impongono questi aumenti. Si va a ledere l'autonomia impositiva delle amministrazioni e le più semplici regole delle pianificazione economico-finanziaria che non può essere fatta con delibere adottate all'ultimo minuto. Per quanto nelle mie possibilità, sosterrò pienamente le azioni che i sindaci vorranno attuare in questa direzione.

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