Rifiuti, Confartigianato: "Il blocco del riciclo stoppa l'economia circolare"

L'allarme del Gruppo di Presidenza: "Una sentenza del Consiglio di Stato ha di fatto paralizzato le operazioni di riciclo dei rifiuti"

Confartigianato insieme ad altre organizzazioni imprenditoriali e associative lancia un appello a Governo e Parlamento per trovare una soluzione al blocco delle operazioni di riciclo dei rifiuti nel nostro Paese, denunciando le pesanti ricadute sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sui costi di gestione dei rifiuti per famiglie e imprese, in seguito alla battuta d’arresto del settore dell’economia circolare.

“Una sentenza del Consiglio di Stato – spiega il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena - ha di fatto paralizzato le operazioni di riciclo dei rifiuti. La misura dello Sblocca Cantieri in materia di cessazione della qualifica di rifiuto  non ha risolto la situazione, limitandosi a salvaguardare le tipologie e le attività di riciclo,  escludendo quindi quelle che sono state sviluppate nel frattempo. Anche nel nostro manifesto ai candidati sindaco – prosegue il Gruppo di Presidenza - abbiamo rimarcato che le tematiche del recupero del patrimonio abitativo e produttivo delle città, della sicurezza, dell’uso intelligente delle tecnologie per il risparmio energetico, dell’accesso ai servizi e della riduzione dell’impatto ambientale, anche attraverso lo sviluppo dell’economia del recupero e del riciclo  saranno al centro dell’agenda politica dei prossimi anni anche per il nostro territorio sono ambiti in cui l’artigianato e la piccola impresa possono essere protagonisti attraverso start-up innovative anche nel nostro territorio locale".

"Abbiamo anche chiesto una strategia pluriennale completa di obiettivi e strumenti concreti (fiscalità premianti, sostegno all’eco-innovazione) in grado di sostenere la transizione delle imprese ai principi dell’economia circolare. Quest’ultima è una sfida che interpella imprese e cittadini, puntando sui nuovi materiali e i rifiuti non visti come un costo ma come opportunità, ad esempio creando energia da destinare alle aziende, una nuova frontiera prefigurata anche dagli obiettivi dell’Unione Europea che mira a realizzare una percentuale fra il 75 e l’80% di riciclo entro il 2030".

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“Se le operazioni di riciclo non verranno rapidamente sbloccate – conclude il Gruppo di Presidenza -la crisi in atto che già colpisce la gestione dei rifiuti, urbani e speciali, si aggraverà e porterà a situazioni critiche in molte città su tutto il territorio nazionale, con il rischio di sovraccaricare le discariche e gli inceneritori. Le attività più colpite sono proprio quelle che impiegano modalità e tecnologie più innovative per il riciclo e recupero dei rifiuti e quindi paradossalmente anche le più efficaci per la tutela ambientale e lo sviluppo dell’economia circolare”.
 

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