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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Cronaca

Il ricordo di Dino Amadori morto a 98 anni: dalla ribellione al fascismo alla militanza nel Pci. Fissati i funerali

Morto a 98 anni, storico segretario di Confesercenti. I funerali si svolgono venerdì 27 alle 10,30 partendo dall’ospedale per il cimitero di Tipano

Mercoledì è scomparso all’età di 98 anni Dino Amadori. Nato a Ponte Pietra si trasferì in Valdoca e poi, dal 1933, nella zona di Porta Fiume dove ha continuato ad abitare. Le zone dove ha vissuto erano contrassegnate fino agli anni ’50 da degrado e povertà. In un suo diario pubblicato nel 2008 dal Ponte Vecchio racconta la sua partecipazione, fin dall’infanzia all’inizio della guerra, alle organizzazioni fasciste quali i “ballilla” gli “avanguardisti” e quindi ai raduni della “premilitare” che si tenevano alla GIL (Gioventù Italiana del Littorio).

Allo scoppio della guerra sollecitato a partire volontario, nonostante la sua giovane età, si rifiutò. Nel marzo del 1943 Dino viene assunto come apprendista all’Arrigoni dove lavora in officina. Qui incontra la militanza antifascista, molto attiva nonostante le persecuzioni, e aderisce convinto alle battaglie contro la dittatura. Il primo atto da “ribelle”, subito dopo la caduta di Mussolini, lo compì vicino a casa sua quando, assieme al suo sodale Ubaldo Imolesi, trafugò da un auto tedesca in panne un mitra che nascose e che poi fu messo a disposizione dei partigiani.

L’otto settembre del 1943 Dino, assieme a molti giovani di Porta Fiume e del Campino entrò nelle caserme abbandonate dai soldati per requisire alimenti (allora si soffriva la fame) e armi poi destinate alla Resistenza. Da quel momento, di fatto, Dino diventa un partigiano della 29^ Brigata GAP. Essendo fisicamente esile e di bassa statura è spesso scambiato dai fascisti e dai tedeschi per un ragazzino, ciò che gli ha consentito di svolgere compiti di staffetta per il trasporto di armi e di accompagnamento di persone verso l’8^ Brigata Garibaldi operante sul nostro Appennino. La sera del 7 marzo ’44 Dino è catturato nella zona dei Maceri, insieme ai suoi compagni; è trasferito alle carceri di Forlì e denunciato al tribunale militare per possesso di armi e diserzione. Durante il trasferimento al carcere di Bologna, il gruppo dei giovani cesenati riesce a fuggire calandosi dal cassone del camion. Intercettati dai partigiani di Calderara sul Reno vi si uniscono e partecipano ad un’azione di sabotaggio che vede uno scontro a fuoco con i tedeschi. Una volta ritornato a Cesena è costretto a nascondersi durante gli intensi rastrellamenti per poi trasferirsi nella zona di Monte Bora e Montecodruzzo dove svolge attività partigiana fino alla Liberazione di Cesena.

Ritornato a lavorare all’Arrigoni è licenziato nel luglio del 1948, insieme a tanti altri operai comunisti e antifascisti.  Inizia allora la sua militanza politica nel Pci assumendo l’incarico di costruzione della federazione giovanile comunista. Il gruppo dirigente del partito di Cesena, cogliendo in Dino notevoli potenzialità, lo invia alla scuola di formazione politica che si tiene a Reggio Emilia. I risultati ottenuti nella organizzazione della Fgci, che dopo pochi anni raggiunse a Cesena i 2.000 iscritti, dimostrano le sue capacità di coinvolgimento del mondo giovanile. Nel 1954 i gruppi dirigenti del Pci locale decidono di impegnare nella costruzione delle organizzazioni del ceto medio i funzionari ritenuti più adatti allo scopo: Leopoldo Lucchi (Gigi) va a dirigere l’Associazione degli artigiani (ora CNA) e Dino Amadori, in qualità di segretario, l’Associazione Piccoli Commercianti (ora Confesercenti). Le grandi capacità relazionali di Dino determinano una costante crescita di adesioni all’Associazione che nel giro di pochi anni diviene una delle più rappresentative anche a livello nazionale. In quegli anni lavora a stretto contatto col Presidente Libero Dall’Ara favorendo l’affermarsi di una politica del commercio moderna e innovativa: nacquero i gruppi d’acquisto e i primi supermercati gestiti dai commercianti associati favorendo l’ammodernamento della rete distributiva. Amadori rimane segretario dell’Associazione fino al 1975 quando si dimette per favorire il ricambio generazionale continuando, però, a lavorare all’interno della Confesercenti fino all’età della pensione. Dino col suo carattere socievole era benvoluto da tutti e in particolare dalle categorie che ha rappresentato. I funerali si svolgono venerdì 27 alle 10,30 partendo dall’Ospedale per il cimitero di Tipano.

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