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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

La storia e l'archeologia attraverso le ricette di Marco Gavio Apicio, i prodotti della Roma antica arrivano sulle tavole

Cosa fanno insieme un archeologo, uno storico e un cuoco? Fanno ArkeoGustus, un progetto che si occupa di valorizzare e divulgare l'archeologia e la storia attraverso lo studio della gastronomia antica

Cosa fanno insieme un archeologo, uno storico e un cuoco? Fanno ArkeoGustus, un progetto che si occupa di valorizzare e divulgare l'archeologia e la storia attraverso lo studio della gastronomia antica. Ma, attenzione non parliamo solo di leggere su un libro o ascoltare qualcuno che parla. No, qui ci troviamo davanti a piatti cucinati secondo le ricette di Marco Gavio Apicio, primo gastronomo della Roma antica, seguendo pari pari dosi e consigli. Insomma un modo per far capire che l'archeologia, lo studio della storia antica, non si fa solo sui libri ma anche davanti a una tavola, gustando dei piatti che vi stupiranno.

"Inizialmente è nato come un blog - spiega la dottoressa Carla Fanciullo, archeologa specializzata e titolare di ArckeoGustus - Praticamente intorno a una redazione composta da cinque appassionati studiosi tra cui, Carlo Capponcini, mio marito, uno storico che si occupa dei Social, Giovanni Pedercini, anche lui storico e un cuoco dell'università dei Sapori di Perugia, Elisa Papi, Giovanni Giorgio, archeologo specializzato in etruscologia e io, abbiamo iniziato a produrre e divulgare ricette antiche, studi e documenti. Abbiamo fatto molta ricerca sugli alimenti, su mieli antichissimi andando a cercare prodotti di nicchia, ormai dimenticati. Poi da un po' abbiamo iniziato a pensare che dalle parole fosse necessario far seguire i fatti, così abbiamo aperto uno shop online e un'azienda chiamata Conserve Antiche che commercia prodotti alimentari realizzati attraverso le ricette tornate alla luce. La prima ricetta è una conserva a base di datteri, miele, sale, pepe e noci. L'abbiamo trovata nei documenti di Marco Gavio Apicio. I datteri che abbiamo scelto per produrla sono i Mezul, quelli più buoni e pregiati. In questo caso non avevamo le dosi, quindi abbiamo dovuto elaborarla in modo autonomo, ma è venuta buonissima. Abbinata al Fossa di Sogliano o a un formaggio romagnolo tipico, come la casatella o lo squacquerone, è fantastica".

A realizzare le conserve è l'azienda "La madre terra" di Rimini, mentre a occuparsi del packaging è "La pietra scartata", sempre di Rimini, un laboratorio che si occupa di reinserimento sociale. "Poi abbiamo prodotto due patè, uno alle olive nere chiamato "Samsa" - spiega ancora Claudia Fanciullo - una ricetta venduta al mercato dell'antica Roma, con olive, finocchietto, anice e cumino. Ottimo da assaggiare su crostini di pane integrale o no, o coi formaggi. Il secondo patè è con le olive verdi. Una ricetta con più spezie perché veniva consumato dai patrizi. Cumino, coriandolo, finocchietto e menta. Anche questo patè è ottimo con le bruschette calde o con formaggi stagionati. L'ultima ricetta realizzata è quella di una marmellata dedicata ai frutti dimenticati. Abbiamo usato le mele annurca. Siamo andati a sceglierle a Caianello, vicino a Caserta e abbiamo usato i frutti in purezza. Stiamo studiando anche l'arancia staccia, un'arancia della Basilicata molto grande e buona. Un frutto può arrivare da solo a pesare un chilo, noi vorremo usare anche la buccia".

ArkeoGustus, quindi porta sulle nostre tavole (acquistabili dal sito) conserve e marmellate che arrivano da tempi antichissimi, manon si occupa solo di questo: organizza anche eventi, archeocene e archeoaperitivi per riportare in auge i piatti di una volta. "Quest'anno abbiamo alcuni eventi a Populonia (zona etrusca) per valorizzare i musei e il parco archeologico - conclude Fanciullo - Ma quello che ci piacerebbe fare è avere contatti anche con l'università di Cesena e la Biblioteca Malatestiana per andare ancora più indietro di Pellegrino Artusi. Sarebbe interessante studiare e trovare ricette relative al periodo dei Malatesta e oltre per conoscere l'origine di alcune ricette storiche tipiche della Romagna".

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