Ribaltata in Appello la sentenza che rischiava di vanificare migliaia di denunce per guida in stato di ebrezza

Una sentenza che rischiava di "fare giurisprudenza" e che avrebbe reso vani la gran parte dei controlli con etilometri svolti in tutt'Italia.

Una sentenza che rischiava di "fare giurisprudenza" e che avrebbe reso vani la gran parte dei controlli con etilometri svolti in tutt'Italia. E' quella emessa l'8 febbraio 2019 dal Tribunale monocratico di Forlì, ma ribaltata mercoledì dalla Corte d'Appello di Bologna, che ha invece confermato la validità del controllo con l'etilometro e condannato l'imputato per il reato di guida in stato di ebrezza. Il caso riguardava un giovane che nel 2017 fu fermato dai carabinieri a Cesenatico e sottoposto al controllo del tasso etilico con un'apparecchiatura che, pur manutenzionata, aveva un'omologazione di ben 18 anni prima, stilata sulla base di normative europee non più in vigore e superate da altre più avanzate. Il giovane fu denunciato dai Carabinieri per guida in stato di ebbrezza, dopo che gli era stato chiesto di soffiare nell’etilometro in dotazione alla pattuglia, riportando un tasso di alcolemia pari a 1 milligrammi/litro. 

Tuttavia il giovane era certo di essere sobrio perché poco prima, prima di mettersi alla guida, aveva misurato il tasso alcolemico con un etilometro acquistato in farmacia. Già in precedenza, infatti, era finito nelle maglie della giustizia per l'ebbrezza al volante e da quel momento era molto scrupoloso nel valutare le sue condizioni prima di mettersi in macchina. Difeso dall'avvocato Gian Paolo Babini, del Foro di Ravenna, e tutelato dal consulente tecnico Giorgio Marcon di Treviso, il giovane ha impugnato il decreto penale di condanna e la sentenza dell'8 febbraio scorso, emessa dal giudice Castellano gli dava ragione in pieno, avendo dimostrato quella che ritiene l'inaffidabilità delle misurazioni eseguite da un tipo di etilometro utilizzato dalle forze dell'ordine. 

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Una sentenza che avrebbe potuto aprire un precedente e far impugnare migliaia di denunce per guida in stato di ebbrezza, in tutt'Italia, stilate sulla base di un etilometri sì omologati, ma piuttosto vecchi e quindi non in pari con le più recenti normative e omologazioni. Tuttavia, la Corte d'Appello di Bologna nell'udienza del 13 novembre ha ribaltato la questione e ha accolto l'appello della Procura della Repubblica contro la sentenza di primo grado, condannando il conducente a 2 mesi di reclusione 1.500 euro di ammenda, 9 mesi di sospensione della patente e 60 giorni di lavori di pubblia utilità. In sostanza, quindi, è stata riconosciuta la piena legittimità del controllo con l'etilometro omologato 18 anni prima. Trapela soddisfazione negli ambienti della Procura di Forlì.

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