Il Museo Archeologico si rifà il look. E la pantera di via Strinati sarà riportata all’antico splendore

Novità in vista per il Museo Archeologico di Cesena: i locali affacciati sul chiostro di San Francesco si trasformeranno a breve in un laboratorio di restauro

Novità in vista per il Museo Archeologico di Cesena, i locali affacciati sul chiostro di San Francesco, dopo un importante intervento di sistemazione muraria, si trasformeranno a breve in un laboratorio di restauro, dove in alcuni momenti anche i cittadini e le scolaresche potranno seguire l’intervento per riportare all’antico splendore il mosaico della ‘Pantera’ ritrovata in via Strinati. Nel frattempo andrà avanti il percorso per progettare il nuovo allestimento  del Museo, in collaborazione con l’Università di Bologna e la Soprintendenza.

La giunta, che ormai sta avviandosi al termine della propria legislatura, ha reso noto nell'ultimo consiglio comunale di giovedì scorso di aver stanziato 450mila euro, di cui 100mila già utilizzati, per restaurare la muratura interna e rendere più funzionale ai visitatori i reperti storici presenti che, per una città come Cesena, sono molti e perfettamente conservati come i due famosi "piatti" databili al quarto secolo d.C. che da soli potrebbero essere l'attrattiva principale di un grande museo.

"A maggio - ha detto Elisabetta Bovero, direttrice della Biblioteca Malatestiana - inizieranno i lavori di restauro del mosaico della 'pantera' di via Strinati. Il luogo dei lavori sarà il rinnovato museo, ancora privo di reperti e con alcuni percorsi in via provvisoria, dove, in base ad un apposito calendario che sarà pubblicato molto presto, i cittadini e scolaresche potranno assistere al lavoro degli archeologi e dei tecnici per portare alla sua primitiva bellezza il mosaico". Ma il restauro della pantera fa parte di un programma più ampio che vedrà, a breve, un nuovo ristrutturato museo archeologico dove saranno allestiti opportuni percorsi di conoscenza dell'antico passato della citta'.

Nella nuova collocazione è prevista un'area particolare dove gli oggetti esposti varieranno a seconda dell'interesse, a seguito di una recente scoperta oppure perchè al centro di convegni e ricorrenze "Adesso che sono terminati i lavori murari - dice Romina Pirraglia, funzionaria della sovrintendenza - comincia il lavoro di messa in mostra dei reperti che contiamo di concludere per la fine dell'anno. Il museo avrà due funzioni: didattica e conoscenza. La prima è stata realizzata con la visione del cantiere archeologico aperto di via Strinati e il prossimo restauro, mentre il secondo aspetto vedrà una nuova collocazione degli oggetti che saranno più visibili".

"Questo è un progetto condiviso - ha sottolineato Giuseppe Lepore del Dipartimento di storia dell' Unibo (Università di Bologna) campus di Ravenna - che vede uniti in sinergia l'amministrazione comunale di Cesena, la sovrintendenza e l'università bolognese. Abbiamo l'intenzione di creare un museo dinamico che abbia come momento fondamentale la ricerca storica su una città come questa che affonda le sue origini nel più profondo passato. Dovremo cercare di capire perchè gli uomini decisero di stabilirsi in questi luoghi". Il nuovo museo archeologico sarà strutturato al suo interno secondo i dettami più moderni e in modo che sia un corpo unico con la Biblioteca Malatestiana.

"Il museo attuale, ormai completamente smontato - dice Paolo Bolzoni del dipartimento beni culturali di Unibo campus di Ravenna - per il numero eccessivo dei reperti, per i contenitori voluminosi, per i percorsi a volte difficoltosi, per l'illuminazione naturale eccessiva e la scarsa valorizzazione di alcuni oggetti di grande pregio storico-culturale come i piatti, non rispondeva più ai requisiti. Lo stesso dicasi per i grandi pannelli, che spiegano i vari momenti storici, troppo lunghi da leggere e troppo tecnici. Stiamo studiando un museo con luce artificiale appropriata, magari con meno reperti però tutti visibili uniti a percorsi di conoscenza degli eventi fatti facili da leggere. Inoltre riteniamo il museo una parte importante della Malatestiana con la stessa entrata e per questo ci sarà la messa  in opera di due ascensori, all'ingresso e in prossimità della Sala Nuti, in modo che il turista-visitatore-studioso possa fare il medesimo percorso nei due piani senza dover uscire e passare da via Montalti per entrare nell'area archeologica".

"Con l'investimento di 450mila euro abbiamo dato - dice l'assessore alla cultura Christian Castorri - la possibilità alla nuova amministrazione di portare avanti i lavori per rendere aperto e pronto a breve il museo. Da parte nostra dobbiamo dire che è stato un grosso successo avere il museo è aperto tutti i giorni e non su appuntamento come era prima".

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