Regolamento, Spinelli: "Il Comune limiterà le libertà fondamentali, tocca materie sensibili"

"Le considerazioni del Segretario Generale del Comune non spiega il punto decisivo della limitazione delle libertà previste in costituzione, di riunione e di manifestazione del pensiero"

“Continuo a ribadire che il Sindaco, con questa storia dei valori costituzionali, si è infilato in un vicolo cieco. Le considerazioni del Segretario Generale del Comune, a cui il Sindaco si aggrappa nella lettera inviata ai consiglieri comunali, non spiega il punto decisivo della limitazione delle libertà previste in costituzione, di riunione e di manifestazione del pensiero”: il consigliere comunale di Libera Cesena Stefano Spinelli resta quindi fermo nel ribadire le sue obiezioni sul nuovo regolamento teso a vietare le piazze ai gruppi neofascisti, che ma che nella sua attuale formulazione finirebbe obiettivamente per impedire numerose altre forme di manifestazioni pacifiche di dissenso, mettendo un grosso potere discrezionale, anche di censura, nella mani della Polizia Municipale e fuori dal controllo dell'Autorità giudiziaria.

Aggiunge Spinelli: “Si sostiene che le modifiche al codice di convivenza civile sarebbero un “adattamento amministrativo ai principi di legge esistenti”. Ma è proprio questo che il Comune non può fare, con riguardo ai limiti delle libertà costituzionali! I limiti sono fissati in Costituzione e nelle leggi a cui la stessa rinvia. Non da regolamenti comunali. E’ troppo delicata e sensibile la materia delle libertà per essere lasciata alla regolamentazione dei singoli comuni. Si immagini quale confusione e quale abuso potrebbe determinarsi se ogni Comune regolamentasse autonomamente il contenuto e le condizioni di esercizio delle singole libertà. Tanto è vero che tra le modifiche proposte dal Comune ve ne sono due che ricalcano i contenuti della legge Fiano e della legge Scalfarotto, non approvate dal Parlamento e non vigenti su tutto (sottolineo tutto!) il territorio nazionale”.

Ed ancora: “Capisco che il Sindaco voglia fare il primo della classe, autoattribuendosi la medaglia d’oro dello spirito antifascista. Ma così facendo viola i principi fissati dall’ordinamento giuridico, per i quali le leggi le fa il Parlamento e i comportamenti illeciti sono giudicati dai Giudici e non dai Vigili. E rischia di comportarsi nello stesso modo illiberale di coloro ai quali vorrebbe opporsi.
Credo che l’antifascismo, così come l’opposizione ad ogni altro regime, si manifesti nei fatti e nel dare le ragioni delle proprie scelte (ciò che – senza pretendere alcuna medaglia – cerco di fare quotidianamente nella mia attività anche politica), rispettando però quelli che sono i canoni democratici dell’ordinamento. Anche perché il provvedimento, per la sua indeterminatezza, rischia di limitare molte libertà, e di instaurare una sorta di pensiero unico riservato al sindacato soggettivo di chi sieda temporaneamente al governo di una città”, attacca Spinelli.

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