Chi chiede il Reddito di cittadinanza a Cesena? "Vogliono un ponte verso il lavoro"

In due giorni oltre 200 le richieste ai Caf Cisl, tanti giovani, anche stranieri. "Ancor prima del sussidio chiedono un lavoro, una prospettiva per il futuro"

Sono andati in archivio i primi due giorni utili per chiedere il tanto discusso Reddito di cittadinanza. Niente assalti o code ai Caf e alle Poste della città, ma questo era probabilmente prevedibile in una città come Cesena

A dimostrarsi sin da subito operativi sono stati gli sportelli dei Caf Cisl, che hanno scelto la strategia di fare prima un "filtro" telefonico, prendendo gli appuntamenti con i potenziali beneficiari del sussidio, ma solo dopo aver scremato quelli con un Isee superiore a 9,360 euro. "Nei primi due giorni abbiamo ricevuto oltre 200 richieste utili - spiega il responsabile Caf Cisl Romagna Michele Mancini - vorrei sottolineare come noi siamo stati operativi molto velocemente, considerando che la convenzione con l'Inps è stata firmata solo pochi giorni fa". 

Ma chi si rivolge ai Caf cittadini per chiedere il sussidio? "Per la maggior parte sono giovani - spiega Mancini - una buona fetta stranieri. Quello che mi preme sottolineare è che chiedono, ancor prima che un sussidio, un ponte verso il lavoro. E' questa la loro esigenza primaria". Il responsabile Caf Cisl Romagna smonta la tesi di un reddito di cittadinanza che andrebbe a vantaggio di giovani o meno giovani fannulloni spaparanzati sul divano. "Cercano una prospettiva per il futuro, vogliono trovare un'occupazione, non mancano persone disoccupate di lungo corso che sono alla ricerca da diversi anni".

Mancini rimarca una criticità che si sta verificando in questi primi giorni di richieste, e riguarda il cosiddetto emendamento Lodi che richiede l'obbligo per i cittadini extracomunitari di presentare la documentazione originale certificata dal Paese di provenienza sulla situazione reddituale e patrimoniale nello Stato di origine. "Una certificazione per nulla facile da ottenere soprattutto in alcuni Stati", sottolinea il responsabile Caf Cisl. Non ci sarebbe motivo di gravare lo straniero di oneri documentali molto gravosi da soddisfare, una situazione che secondo alcuni solleva problemi di legittimità costituzionale.

"Non prevedevamo grossissime affluenze ed è stato così - spiega Mancini - ma c'è anche da dire che la scadenza per presentare le domande è prevista per la fine di marzo, e in ogni caso il sussidio sarà erogato a partire da maggio. Mi aspetto che una grossa parte di richieste arrivi nei prossimi giorni". L'Istat ha stimato che circa un terzo della platea complessiva di aventi diritto in Italia (più o meno 2,7 milioni), sarà obbligato a sottoscrivere "il patto per il lavoro", iniziando un percorso nei centri per l'impiego, che anche attraverso i famosi "navigator" dovrebbe portarli a trovare un lavoro.
 

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