Rapina da 70mila euro in gioielleria, le telecamere li inchiodano: tre arresti

Nell'immediatezza della rapina nell'auto era stata trovata tutta la refurtiva (70 mila euro circa in orologi e gioielli) e i tre napoletani erano stati denunciati per ricettazione

Si trovano rinchiusi nel carcere di Poggioreale (Napoli) i tre rapinatori che sabato 17 luglio, dopo aver svaligiato l'orificeria Fabbri in via Marconi a San Piero in Bagno, avevano scaraventato a terra il proprietario per assicurarsi la fuga. I banditi colpirono all'ora di pranzo, forzando la saracinesca chiusa dell'oreficeria e facendosi poi scudo della stessa, riabbassata, per ripulire le vetrine. Il proprietario, che vive al piano superiore, accorgendosi dei rumori aveva inseguito i malviventi in bici, ma era stato aggredito da questi ultimi.

Grazie anche alle indicazioni rese dal proprietario della gioielleria che aveva visto l'auto su cui erano fuggiti i tre balordi e alle riprese video della Polizia Stradale di Bagno di Romagna, i militari erano riusciti a identificare il veicolo (di proprietà di una napoletana senza precedenti). Supponendo, inoltre, che i rapinatori, venendo da Napoli, avessero avuto bisogno di alloggiare nelle vicinanze del luogo in cui hanno colpito, si erano fatti mandare tutti i nomi dei clienti registrati negli alberghi della zona e, dalla ricerca, erano emersi tre clienti napoletani, sospetti. Così hanno iniziato a mettere insieme il puzzle e a porre le fondamenta per presentare al Pubblico Ministero la richiesta di custodia in carcere per rapina impropria aggravata e lesioni personali gravi.

Nel frattempo la Polizia Autostradale, sempre su indicazioni dei Carabinieri di Cesena sotto il comando del Capitano Fabio Di Benedetto, erano riusciti, nella notte tra sabato e domenica, a individuare la Panda nera utilizzata per la rapina sull'A14 in zona Pescara. Nell'auto era stata trovata tutta la refurtiva (70 mila euro circa in orologi e gioielli) e i tre napoletani (due fratelli e il figlio di uno di loro) erano stati denunciati per ricettazione. Ma ora, dopo aver terminato tutti gli accertamenti, da ricettazione si è passati a una nuova accusa ben più grave: rapina impropria aggragavata e lesioni personali gravi. I tre, rispettivamente di 60 ,32 e 53 anni, sono stati arrestati a Napoli nelle loro rispettive abitazioni. Per ora, quindi, la "piccola azienda familiare"  è stata resa inoffensiva.

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