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Il tavolo su cui è avvenuto il finto rito voodoo

Il tavolo su cui è avvenuto il finto rito voodoo

Allucinante rapimento di una trentenne: "Togli la maledizione vudù o ti uccidiamo"

Fanno irruzione nella sua abitazione, picchiano i suoi familiari e la rapiscono, con l'obbligo di togliere il malocchio che avrebbe lanciato contro un'altra ragazza

Fanno irruzione nella sua abitazione, picchiano i suoi familiari e la rapiscono, con l'obbligo di togliere il malocchio che avrebbe lanciato contro un'altra ragazza. Questa terribile vicenda che sa di assurdo film horror inizia in una notte della scorsa settimana quando quattro soggetti entrano in un'abitazione, con l'effrazione della porta d'ingresso. Subito si capisce che non puntano a denaro o gioielli, bensì ad una donna, la proprietaria trentenne. I 4 mettono a soqquadro la casa, urlando di tirare fuori le “bambolo vudù” e colpiscono con pugni e calci i presenti: oltre alla donna, il padre 65enne e il fidanzato 24enne, che nella raffica di pugni rimedia anche la rottura di un dente.

IL RAPIMENTO - Ma è ben altro a terrorizzare padre e fidanzato: i quattro malviventi, infatti, costringono la trentenne a salire sulla loro macchina e minacciano gli altri due che se avessero chiamato le forze dell'ordine la donna ostaggio sarebbe stata uccisa. Perché il rapimento? I quattro, nella loro follia, erano convinti che questa avesse lanciato una maledizione contro una ragazza di 22 anni, membro stesso del commando della pazzesca “missione di purificazione”. La macchina si è fermata ad un bar e uno dei malviventi ha chiesto di riempire una bottiglia con acqua bollente. 

IL RITO PURIFICATORIO - Quindi una volta portata in un casolare disabitato e isolato in via Schiampona, nella zona di Sant'Andrea in Bagnolo, è iniziata la parte più allucinante di questa vicenda. La trentenne è stata costretta a bere l'acqua bollente, procurandosi ustioni alla bocca, in quanto si doveva “purificare”. Quindi l'obbligo, sotto la minaccia di morte, di “togliere il malocchio”. Per avere salva la vita, la cesenate ha inscenato un “rito esoterico” di cui non aveva idea, mettendo mani sul ventre e recitando formule inventate al momento, il tutto per assecondare la loro follia. La donna un'ora dopo è stata riportata a casa e qui vengono finalmente allertati i Carabinieri, che subito aprono urgenti indagini, con un'intensa attività del Nucleo Radiomobile, sotto il coordinamento del comandante facente funzioni Francesco Grasso e il luogotenente Lino Pasquariello..

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LA SECONDA PUNTATA - Anche perché pochi giorni dopo la follia si ripete e scoppia una nuova aggressione. Probabilmente “scoperto” che il rito non aveva tolto alcun malocchio, tre del manipolo di aggressori senza scrupoli si ripresentano e ritrovano la donna, il fidanzato e un amico trentenne. Questa volta la protagonista di questa brutta vicenda riesce a scappare per campi, ma gli altri due vengono selvaggiamente picchiati e costretti, sotto minaccia, ad assecondare le richieste degli aggressori intenti a ritrovare la fuggitiva.

4 ARRESTI - Con una febbrile attività investigativa, i carabinieri del Radiomobile della compagnia di Cesena sono quindi riusciti ad identificare i soggetti e a richiedere alla Procura della Repubblica (pm Sara Posa) 4 ordini di arresto che sono stati controfirmati dal gip nel giro di poche ore ed eseguiti il giorno stesso. La trentenne, intanto, era stata messa al sicuro in un luogo segreto grazie alla collaborazione dei Servizi Sociali del Comune. Secondo quanto ricostruito dai militari, la trentenne cesenate conosceva la giovane “posseduta”, in quanto si erano conosciute lavorando assieme in una discoteca due anni fa. Si tratta di una 22enne che già si era fatta viva con minacce e con questa storia del “malocchio” a cui la vittima lì per lì non aveva dato particolare peso.

Ad aiutare la 22enne, K.T. residente a Bologna, nella sua “liberazione dal malocchio” erano tutti i suoi familiari: il padre R.L.T, 48enne di Lizzano (Taranto), il fidanzato di lei, A.B. 42 anni, residente a Bologna dove lavora nel mondo delle discoteche e dell'organizzazione di eventi, e il fratello della ragazza, T.T. 24 anni, residente a Cesena. Per tutti e 4 sono scattate le manette martedì pomeriggio. I reati ipotizzati in concorso sono sequestro di persona, furto aggravato, violazione di domicilio, violenza privata, minaccia e porto abusivo di arma. Sono in corso ora ulteriori accertamenti dei Carabinieri per conoscere i trascorsi dei quattro. Il padre, 48enne, è un sorvegliato speciale di pubblica sicurezza per grossi precedenti collegati alla droga e reati contro il patrimonio. Per altro aveva anche il divieto di trovarsi nel territorio di Cesena.

LUCCHI E BENEDETTI - Congratulazioni all'operazione svolta dall'Arma arrivano dal sindaco Paolo Lucchi e dall'assessore ai Servizi per le persone, Simona Benedetti, secondo i quali l'attività "rappresenta una ulteriore testimonianza dell’efficienza delle nostre Forze dell'Ordine e dell’importanza del collegamento fra istituzioni. Infatti, nell'ambito della medesima operazione, è stato chiesto dai Carabinieri anche l’intervento dei Servizi sociali, hanno provveduto a mettere in protezione la famiglia, nel giro di poche ore dalla segnalazione ricevuta. Desideriamo congratularci e ringraziare nuovamente l'Arma per la rapidissima soluzione del caso, e crediamo sia importante sottolineare come le istituzioni del territorio, in questo caso Comune e Carabinieri, continuino a collaborare positivamente per la sicurezza di tutti i cittadini".

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