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"Raoul Casadei doveva essere già vaccinato". Il figlio Mirko: "Polemica di cattivo gusto, non ha fatto in tempo"

"Non ha fatto in tempo a vaccinarsi - ha detto Mirko Casadei - credeva tantissimo nel vaccino e non vedeva l'ora di farlo"

La morte a causa del Covid di Raoul Casadei ha lasciato un alone di tristezza in Romagna e in tutta Italia, ma anche una polemica lanciata dalle colonne del quotidiano "Libero". Secondo il giornale "la morte del re del liscio era evitabile, perchè l'83enne avrebbe dovuto essere già vaccinato vista la sua fascia d'età. Brutto da dire, ma se fosse stato in Gran Bretagna sarebbe ancora vivo l’artista nato a Gatteo Mare il giorno di Ferragosto del 1937", scrive il quotidiano. 

"Sinceramente non lo so rispetto a Raoul,  ho parlato con i figli, era un caro amico così come lo sono la moglie e i figli. Noi qui stiamo vaccinando gli ultraottantenni in una delle percentuali più alte d'Italia. Se avessimo più vaccini avremmo completato la vaccinazione di quella categoria e di tutte le persone che ne hanno bisogno", ha detto il presidente dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, intervenendo su Radio 24. C'è da dire che le prenotazioni per la fascia d'età del re del liscio sono partite il primo marzo e Raoul Casadei è stato ricoverato per il virus il 3 marzo.

Ma sulla questione è intervenuto anche il figlio Mirko, in collegamento lunedì mattina con "Storie Italiane" su Rai Uno che ha dedicato all'artista scomparso uno speciale. "Non ha fatto in tempo a vaccinarsi - ha detto Mirko Casadei - credeva tantissimo nel vaccino e non vedeva l'ora di farlo. Questa polemica mi sembra inutile e anche di cattivo gusto". Poi un aneddoto che sta a testimoniare che l'artista non aveva perso il buon umore neanche in ospedale: "Al Bufalini un infermiere gli ha chiesto di cantare una canzone e lui ha fatto ballare tutto il reparto Covid. La situazione di Raoul è peggiorata negli ultimi giorni con la polmonite, voglio precisare che era un uomo di 83 anni ma senza patologie, faceva 10 chilometri a piedi al giorno".

L'amico Pupo ha ricordato "il grande indotto economico e culturale creato dalla famiglia Casadei, che ha fatto lavorare tante persone". E' stato mandato in onda anche un filmato dell'epoca in cui Raoul Casadei spiegava la nascita del liscio: "Romagna vuol dire anche lavoro nei campi, e la gente dopo il lavoro vuole divertirsi. Liscio vuol dire anche attaccamento alla famiglia". Leopoldo Mastelloni ha sottolineato le doti di comunicatore di Raoul Casadei: "Veniva dall'insegnamento, ed era un maestro anche nel comunicare". "Ha sempre voluto trasmettere ottimismo, gioia ed umiltà", ha chiosato il figlio Mirko.

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