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Rage Against Ebola, la carica dei gruppi giovanili

C'è passione ed emozione. Perché Rage Against Ebola non è solo un concerto. E le giovani band impegnate nell'evento solidale organizzato da Salute e Libertà Onlus sentono particolarmente a cuore il fine dell'iniziativa: raccogliere risorse da destinare alla lotta contro Ebola e le altre malattie virali in Sierra Leone, attraverso l'Università di Makeni dove realizzare laboratori e formare medici e tecnici.

C'è passione ed emozione. Perché Rage Against Ebola non è solo un concerto. E le giovani band impegnate nell'evento solidale organizzato da Salute e Libertà Onlus sentono particolarmente a cuore il fine dell'iniziativa: raccogliere risorse da destinare alla lotta contro Ebola e le altre malattie virali in Sierra Leone, attraverso l'Università di Makeni dove realizzare laboratori e formare medici e tecnici.
Ma torniamo alla musica, protagonista dalle 15 di domenica al Teatro Verdi di Cesena. Se parli di musica in città non puoi che pensare a Libero Cola: anima del Vidia Club e grande organizzatore di concerti. Anche lui è stato coinvolto da Denis Ugolini (presidente di Salute e Libertà) in Rage Against Ebola. “Abbiamo cercato di dare risalto a una realtà musicale importante, che da anni c'è a Cesena”, spiega Cola. “Abbiamo cercato un bilanciamento adeguato tra band affermate, che hanno già un loro percorso alle spalle, e gruppi più giovani che stanno partendo adesso. Cesena ha una ricca proposta musicale, di tutti i generi. E il cast del concerto rispecchia questo tipo di personalità: si va dal pop rock al blues, fino al core metal”.

“E' un cast rappresentativo della scena cesenate, con una varietà di proposte davvero interessante”, aggiunge Alessandro Medri, presidente dell'Associazione culturale Accademia 49, partner dell'iniziativa solidale, che curerà la messa in scena dei vari gruppi. “I ragazzi coinvolti sono entusiasti, ogni band avrà mezz'ora di tempo per esibirsi”. Arriviamo alle band. Saranno sei i gruppi che suoneranno al Verdi. I Black Old People proporranno black music anni 50-60-70, tra blues e funky con cover di Etta Jaimes e Arita Franklin. “Condividiamo lo scopo di Rage Against Ebola – racconta Francesco Lucchi – vogliamo essere parte attiva, aderire e contribuire”.

Di ispirazione garage rock, invece, i Dogfaces. “Cantiamo in italiano, pensiamo sia giusto esibirci nella nostra lingua con pezzi nostri, ci sembra più autentico”, osserva Lorenzo Ricci. “Nel nostro piccolo ci piace l'idea di poter aiutare attraverso la nostra musica, un aiuto che va oltre la nostra comunità. Non abbiamo grosse potenzialità economiche, ma sappiamo suonare, ci piace fare musica, questo è quello che abbiamo e che mettiamo a disposizione”.

Il metal core dei Next Time Mr Fox amalgama le sonorità più dure del metal moderno con ritornelli più melodici. “Presenteremo tutti pezzi nostri tranne una cover dei Rage Against the Machine – anticipa Alberto Ugolini. “Quella di domenica non è un'iniziativa che si vede tutti i giorni, non è solo una cena, non è solo una raccolta fondi. E' un evento davvero importante e speriamo ce ne siano altri così. Perché includere nel progetto band di giovani è una cosa molto positiva e quando ci è stato proposto di partecipare abbiamo sentito di dover dare la nostra parte”.

I Black Bishops sono un gruppo melodic metal core. “In pratica abbiamo ritornelli melodici e strofe più urlate – spiega Enrico Rossi – c'è quindi un collegamento diretto con l'evento, con l'urlo di rabbia contro Ebola. Presenteremo 4 inediti e una cover dei Sistem of a Down. Siamo un gruppo che protesta contro l'ingiustizia: dai giovani costretti a lasciare l'Italia per poter esprimere il proprio talento al grido contro quell'umanità che sta distruggendo il mondo. Adesso noi giovani siamo conosciuti come quelli che muoiono nelle discoteche per una pasticca, ci dipingono così. Invece vogliamo far capire che i giovani possono fare del bene, anche solo attraverso un concerto di trenta minuti ci impegniamo per salvare delle vite a migliaia di chilometri di distanza da noi. C'è una forza che non consiste solo nello sballo e nel fare delle cavolate, ci sono energie da spendere anche per il bene e per gli altri”.

Le Rainakba porteranno sul palco del Verdi il loro rock frizzante. “Rage Against Ebola è un evento importante a livello sociale e per il fatto che accomuna musica e solidarietà è davvero una cosa strabiliante”, dice Asia Pirini. “La musica fa da sottofondo a questo progetto di beneficenza, raccoglie gente e sensibilizza le persone riguardo una tematica tanto attuale e drammatica”.
Ci saranno anche Le Charleston, fino a poche settimane fa band fissa di Colorado su Italia 1. “Nella quotidianità spesso pensiamo a quello che ci riguarda in prima persona, a cosa può migliorare le nostre vita”, è la riflessione di Susanna Bartolini. “Un evento del genere, invece ci ricorda che è possibile vivere per qualche cosa di più grande, come dare un aiuto umanitario. Noi Charleston ci siamo, abbiamo deciso di partecipare a questa bella iniziativa, fatelo anche tutti voi”.

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