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Stefano Ruffilli

Stefano Ruffilli

Raccolta dei rifiuti, Confartigianato: "Cesena e Forlì parlano lingue diverse"

Critica Confartigianato: "I comprensori di Cesena e Forlì sembrano parlare due linguaggi differenti e concreto è il rischio che la divisione possa nuocere agli interessi del territorio".

Un dibattito nebuloso, in cui non si capiscono i vantaggi dell'una e dell'altra opzione. E' un giudizio severo quello che arriva sulle politiche di gestione dei rifiuti da Confartigianato di Cesena, in particolare per bocca del gruppo di Presidenza formato da Lorena Fantozzi, Marcello Grassi, e Stefano Ruffilli.

A confronto ci sono due modelli di gestione dei rifiuti: nel dibattito in corso una serie di Comuni del Forlivese, ma anche alcuni del Cesenate propendono per il ritorno ad una società pubblica di gestione “In-House” della raccolta dei rifiuti. Altri Comuni del Cesenate invece preferiscono bandire una gara pubblica ad evidenza europea per l’affidamento del servizio per i prossimi 15 anni, attualmente gestito da Hera.

Critica Confartigianato: “I comprensori di Cesena e Forlì sembrano parlare due linguaggi differenti e concreto è il rischio che la divisione possa nuocere agli interessi del territorio. Sono passati pochi anni da quando i singoli Comuni, tuttora competenti in materia, hanno delegato la materia alle autorità di ambito ottimale (prima Ato, provinciale, ed oggi Atersir, in Regione) riconoscendo l’esigenza di affrontare il problema su scala più ampia di quella locale. Questa provincia ha brillato, su questo tema, per avere attuato una programmazione consapevole, sufficiente a raggiungere importanti traguardi, sia nello smaltimento, nel trattamento e nel recupero. Importanti sono stati anche i risultati nella tariffazione: mentre all’inizio degli anni ’90 Forlì e Cesena avevano tariffe tra le più alte in Italia, oggi il costo pro capite è uno dei più bassi in Regione”.

“Ora, però, esprimiamo preoccupazione, in quanto, da una parte il ritorno ad una gestione che vede l’ente pubblico svolgere un ruolo imprenditoriale, con l’assunzione in proprio del rischio d’impresa, oltre a poter mettere in crisi la capacità di spesa dell’ente pubblico, a causa delle limitate disponibilità di risorse economiche, non è automaticamente sinonimo di efficienza e risparmio. Allo stesso tempo, invece, il bando di gara europea per l’affidamento del servizio di raccolta, presenta il rischio che mancate previsioni in sede di bando, possano trasformarsi a regime in maggiori costi per i cittadini e per le imprese. Purtroppo non si hanno elementi per capire in maniera più puntuale e articolata, quali vantaggi una scelta o l’altra possa comportare per gli utenti, in quanto non sono stati diffusi e confrontati gli impatti specifici. Anche nei confusi interventi tra i fautori del modello di gestione a cui approdare, e le scelte del piano d’ambito sulle modalità di servizio, che prevedono già modalità spinte di raccolta domiciliare (porta a porta) per favorire raccolta differenziata, riciclo e riuso, non hanno certo favorito la comprensione delle motivazioni delle scelte che gli enti intendono operare”.


Quindi “Confartigianato auspica che queste scelte, su cui si è ragionato fino ad oggi senza aver condotto analisi più approfondite e specifiche con i soggetti di rappresentanza, siano state ponderate per favorire le attività imprenditoriali insediate sui territori, specie nelle zone più penalizzate. Diversamente le conseguenze ricadranno nei prossimi anni sugli utenti. L’obiettivo della sostenibilità ambientale è importante oltre che imposto da leggi, ma lo è altrettanto la sostenibilità economica del servizio, alla luce della grande contraddizione evidenziata negli ultimi anni, che con il ritorno alla natura tributaria del costo del servizio (Tares e poi Tari), ha visto per gli utenti, una dinamica di aumento tariffario eccessivo, a fronte di una diminuzione delle produzioni dei rifiuti urbani smaltiti tramite il servizio pubblico. Resta il fatto che le imprese sostengono in proprio il costo relativo ai rifiuti speciali e pericolosi e, finora, hanno tollerato anche fino al 60% del costo relativo ai rifiuti urbani, mentre ne producono sicuramente meno, e questo a favore delle utenze domestiche. Gli obiettivi prioritari sono e devono essere orientati ad avere servizi efficienti e costi contenuti, e soprattutto tariffe certe, ed in questa direzione occorrono gestioni che abbiano capacità finanziaria per effettuare investimenti e capacità progettuale per fare innovazione tecnologica, utili per favorire la riduzione dei costi. Ai Comuni si chiede quindi di aprire una fase di confronto nel merito delle scelte, per far capire meglio le motivazioni che ipotecheranno il prossimo futuro. Su questi temi, Confartigianato è stata e rimarrà disponibile per un confronto costruttivo,utile al mondo delle imprese e del territorio”.

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