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Rifiuti, Cesena divorzia da Forlì: "Con la gara tariffe certe e vantaggi economici"

E' un vero e proprio divorzio quello che si è consumato tra Cesena e Forlì su un servizio strategico, come quello dei rifiuti. Mentre si parla di "città metropolitana della Romagna", ancora una volta si continua ad andare in ordine sparso

E' un vero e proprio divorzio quello che si è consumato tra Cesena e Forlì su un servizio strategico, come quello della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Mentre si parla di “area vasta” e di “città metropolitana della Romagna”, ancora una volta le città principali della Romagna continuano ad andare in ordine sparso. La raccolta dei rifiuti era fino ad ora un servizio da gestire in una logica di “bacino provinciale” per ottenere le maggiori efficienze.

Ora, invece, si spacca tra bacino cesenate, che ha optato per una futura gara europea per il riaffidamento del servizio ad un soggetto esterno (che con ogni probabilità resterà Hera) e bacino forlivese che intende creare una società “in house”, vale a dire una sorta di azienda municipalizzata come era fino ad una decina di anni fa, prima che si formasse Hera e venisse gradualmente privatizzata. A rendere ancora più complesso e frammentato il quadro è la scelta di due comuni del forlivese (Santa Sofia e Premilcuore) di voler abbracciare la “via cesenate”, e la scelta di due comuni del Cesenate (Bagno di Romagna e Cesenatico) di voler abbracciare la “via forlivese”. Per questi ultimi due le difficoltà sono notevoli, in quanto manca il requisito della contiguità con altri Comuni che hanno fatto la stessa scelta.

Complesso fare l'elenco dei pro e dei contro di ciascun sistema. Nessuno, in verità, lo ha fatto con chiarezza, lasciando la decisione nelle “segrete stanze”. Cofartigianato ha duramente bacchettato entrambe le fazioni per questa mancanza di chiarezza. All'indomani del voto, i 14 Comuni che hanno scelto l'affidamento ad un soggetto esterno tramite bando scrivono una lettera firmata da tutti i sindaci.

Si tratta di 12 Comuni del Cesenate, cioè Borghi, Gambettola, Gatteo, Longiano, Mercato Saraceno, Montiano, Roncofreddo, San Mauro Pascoli, Sarsina, Savignano sul Rubicone, Sogliano al Rubicone, e due del Forlivese, Premilcuore e Santa Sofia; nel comprensorio cesenate non si è ancora espresso Verghereto, fresco di elezioni, che deciderà nei prossimi giorni. I Comuni che hanno scelto la gara illustrano oggi la loro posizione in una lettera, firmata da tutti i Sindaci e gli Assessori all’Ambiente, inviata a tutti i consiglieri comunali dei 14 Comuni.

Nella loro comunicazione, gli Amministratori sottolineano come elemento decisivo la forte volontà di assicurare ai cittadini una migliore gestione del servizio sia da un punto di economico che qualitativo, con una particolare attenzione per la raccolta differenziata. Annunciano, inoltre, l’apertura di un percorso di confronto a largo raggio, che coinvolgerà anche i bacini territoriali di Ravenna e di Rimini, orientati nella stessa direzione, allo scopo di definire nel dettaglio la tipologia di servizio che ogni Comune intende applicare nel proprio territorio e che si intende mettere in gara.

Scrivono i sindaci: “A nostro parere l’affidamento mediante gara pubblica a valenza europea si presenta come la scelta migliore, consentendo: chiari vantaggi economici (determinati dalla non necessità di prevedere in tariffa i costi di avviamento del servizio); l’opportunità di ottenere ribassi in sede di gara; di evitare, per i nostri Comuni, accantonamenti di liquidità a discapito di tariffe o servizi. Inoltre, come evidente, tale scelta è anche dettata dalla necessità di determinare con certezza le tariffe, evitare rischi d’impresa a discapito dei cittadini, garantire trasparenza ed efficienza sull’intero percorso che porterà all’affidamento del servizio”.

“Il nostro territorio si contraddistingue da un adeguato servizio di raccolta dei rifiuti che, già allo stato attuale, consente di avere in alcuni casi percentuali incoraggianti di raccolta differenziata. Il sistema di gara consentirà a tutti i Comuni di poter procedere all’avvio di nuove modalità di raccolta, ampliando il sistema porta a porta, con l’obiettivo di raggiungere elevate e stimolanti percentuali di raccolta differenziata (ricordiamo che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti impone una percentuale media regionale di oltre il 70%). Prevedere l’estensione del sistema di raccolta porta a porta, già nel bando di gara, ci garantirà inoltre la possibilità di raggiungere ambiziose quantità di rifiuto differenziato, con particolare riguardo ai Comuni montani che sono costretti a percentuali obiettivo maggiori. Tutto ciò mantenendo comunque costi del servizio controllati”.


Quanto alla decisione assunta dai Comuni di Bagno di Romagna e Cesenatico di aggregarsi ai Comuni dell’area forlivese optando per la modalità in-house, gli Amministratori dichiarano rispetto per questa decisione e si augurano che possa essere applicata. Ma ricordano che l’ultima parola spetta alla Regione, che già in delibera vincolava le scelte dei Comuni a un’ottica di contiguità territoriale; se prevalesse questa lettura, gli Amministratori dichiarano fin da ora la volontà di coinvolgerli a pieno titolo nelle procedure per l’avvio della gara.

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