Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Crescono i funghi, primi casi di intossicazione: le regole per la raccolta e il consumo sicuri

“Nel 2015 - spiega Giorgio Bisulli coordinatore dell’Ispettorato Micologico del Dipartimento di Sanità Pubblica della sede di Cesena - sono stati registrati complessivamente 3 casi di intossicazione"

Riprende la stagione dei funghi, è bene prestare la massima attenzione, prima di consumare i funghi che si sono raccolti. Il monito arriva dall’ispettorato Micologico del Dipartimento di Sanità Pubblica della sede di Cesena, che in quest’ultima settimana è già dovuto intervenire per due intossicazioni, fortunatamente non mortali, che hanno coinvolto cinque persone che non si erano recate a far controllare, negli ispettorati Micologici, quanto avevano raccolto.

“Nel 2015 - spiega Giorgio Bisulli coordinatore dell’Ispettorato Micologico del Dipartimento di Sanità Pubblica della sede di Cesena  - sono stati registrati complessivamente 3 casi di intossicazione di cui una dal consumo di funghi velenosi mortali che hanno coinvolto 5 persone. Dall’inizio dell’anno siamo già a quota 4 ed ancora l’autunno deve arrivare. La confusione fra funghi commestibili e non commestibili è la principale causa di intossicazione. Si raccomanda quindi di non raccogliere specie fungine di cui non si abbia la certezza della commestibilità, che non deriva dalla consuetudine ma da conoscenze scientifiche e dall’aggiornamento, garantiti dalla qualifica di Ispettore Micologo”.

L’assistenza degli ispettori micologi dell’Ausl per il riconoscimento dei funghi raccolti dai cittadini è gratuita. Anche se i funghi sono commestibili è comunque consigliabile evitare la cottura alla griglia o alla piastra in quanto questa pratica, soprattutto per i funghi più carnosi e consistenti, non garantisce la completa cottura al cuore del prodotto. Si consiglia di non consumare funghi in caso di dubbio, in grandi quantità ed in pasti ravvicinati, crudi (ad eccezione delle pochissime specie che si prestano all'uso) o non adeguatamente cotti. La maggior parte dei funghi mangerecci provocano disturbi o avvelenamenti se consumati crudi o poco cotti, in particolare alle donne in gravidanza o in allattamento e alle persone con intolleranze a particolari alimenti, farmaci, o che soffrono abitualmente di disturbi allo stomaco, fegato, pancreas.

“In caso di insorgenza di disturbi dopo il consumo dei funghi – prosegue Bisulli - è bene recarsi immediatamente all'Ospedale al primo sospetto o ai primi sintomi di malessere o contattare il proprio  medico, tenere a disposizione eventuali avanzi del pasto e dei funghi consumati e fornire le indicazioni utili per l'identificazione delle specie fungine consumate e del loro luogo di raccolta. Non esistono metodi, ricette, oggetti, metalli od altro in grado di indicare la tossicità del fungo; l'unico metodo sicuro per stabilirne la commestibilità è quello di classificarlo, sulla base delle sue caratteristiche come appartenente a specie di comprovata commestibilità”. Pertanto è opportuno sottoporre i funghi spontanei, raccolti o ricevuti in regalo, al controllo degli esperti dell'ispettorato micologico dell'Ausl.

Nel cesenate, l’Ispettorato Micologico si trova presso il Dipartimento di Sanità Pubblica (via M. Moretti 99, tel. 0547 -352079, da aprile a novembre il lunedì e i giorni successivi alle festività infrasettimanale dalle ore 11 alle 12.30) e a San Piero in Bagno presso l’Ospedale “Angioloni” (via Marconi 36, tel. 0543 - 917116, il sabato dalle ore 11 alle 12.30).

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Crescono i funghi, primi casi di intossicazione: le regole per la raccolta e il consumo sicuri

CesenaToday è in caricamento