Legge sulla legittima difesa, a Cesena in due settimane un boom di firme mai visto

La proposta di modifica del codice penale, promossa dall'Italia dei valori, prevede il radoppio delle pene per chi viola il domicilio, la non punibilità di chi si difende e no al risarcimento per gli aggressori

In due settimane già cinquecento firme all’Ufficio Facile del Comune di Cesena per chiedere modiche al Codice penale in materia di legittima difesa e inviolabilità del domicilio. In un clima di grande insicurezza, sta suscitando molto interesse la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Italia dei Valori che chiede raddoppio delle pene per chi viola il domicilio, nessun risarcimento per il ladro e nessuna condanna per chi si difende. Dagli uffici comunali parlano di afflusso insolito rispetto a iniziative analoghe, con una forte capillarità della raccolta firme anche nelle città più piccole, come Cesena. Ad ora 40-50 persone al giorno si presentano all'Urp cesenate per firmare.

La raccolta firme è in corso in molti Comuni d’Italia, tra cui appunto Cesena, e c’è tempo fino al 30 maggio per dare la propria adesione. Di fatto la comunicazione sta circolando soprattutto tramite i canali dei social network, che diffondono capillarmente l'avvio della raccolta di firme. Ma cosa prevede la proposta di legge? Nelle intenzioni dei promotori non è certo il via libera alla giustizia ‘fai-da-te’ ma il tentativo di evitare che chi si difende in casa sua passi poi sul banco degli imputati come capita non di rado per il reato di eccesso colposo di legittima difesa.

“Noi dell’Italia dei Valori riteniamo che l’inviolabilità delle nostre case sia un principio irrinunciabile e da difendere con fermezza – dice il partito - Diciamo no ai pistoleri di strada, ma i cittadini onesti devono essere più tutelati e devono godere di una fattispecie della legittima difesa che sia più ampia rispetto a quanto previsto oggi dalla legge vigente. L’obiettivo deve essere quello di poter difendere i propri beni una volta subita una violazione del proprio domicilio, del proprio negozio, della propria abitazione”.

La proposta di legge depositata in Cassazione prevede pene più severe in caso di violazione di domicilio con il raddoppio delle pene (oggi il massimo è di tre anni e si chiede di portali a sei) e dando di fatto ai cittadini la possibilità di difendersi. Si prevede infatti di escludere l’eccesso di legittima difesa in caso di reazione della vittima e ogni responsabilità per danni subiti da chi volontariamente si introduce nei domicili altrui. I promotori citano ad esempio i casi di vittime di aggressioni e furti condannati a risarcire gli aggressori come Ermes Mattielli che nel 2006 sparò a dei ladri entrati nel suo deposito e poi condannato ad un maxi risarcimento.

Per firmare ci si può recare allo 'Sportello facile' del Comune di Cesena negli orari d’apertura muniti di un documento di identità in corso di validità. Servono cinquantamila firme a livello nazionale per chiedere che la legge sia sottoposta al voto del Parlamento. 

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