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Quoziente famiglia: il Comune al lavoro per migliorare il sistema tariffario per i servizi a domanda individuale

Lunedì mattina si è svolta una nuova riunione del Tavolo, nel corso della quale è stata resa nota la risposta dell’Inps ed è stato esaminato un nuovo documento inviato dall’Afi

Il Comune di Cesena è al lavoro per migliorare e perfezionare il sistema tariffario per i servizi a domanda individuale. Dal settembre scorso su questo tema è stato avviato un confronto all’interno del il “Tavolo tecnico-politico Quoziente famiglia”, a partire da una proposta avanzata dall’Afi (Associazione famiglie italiane), sulla quale l’Amministrazione comunale ha chiesto un parere all’Inps (che è l’istituzione deputata all’applicazione della normativa isee). Lunedì mattina si è svolta una nuova riunione del Tavolo, nel corso della quale è stata resa nota la risposta dell’Inps ed è stato esaminato un nuovo documento inviato dall’Afi. A renderlo noto il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore ai Servizi per le Persone Simona Benedetti in una lettera inviata al termine della riunione a tutti i consiglieri comunali per aggiornarli sul percorso intrapreso e informarli sui prossimi passi in programma.

"Lo scorso 13 settembre si è riunito per la prima volta il "Tavolo tecnico-politico Quoziente famiglia" - ricordano gli amministratori -., L’obiettivo affidato al tavolo è quello di valutare e verificare l’attuazione di misure ulteriori a sostegno del reddito familiare, rispetto a quanto già avviato dall’amministrazione comunale, ed identificato fino ad oggi come "quoziente Cesena", con riferimento all’utilizzo dell’Isee, che ha reso possibile il calcolo diversificato del costo dei servizi a domanda individuale. In particolare i trasporti scolastici, i servizi educativi per la prima infanzia e alcuni dei servizi socio-assistenziali compatibili".

"In occasione della riunione, il confronto fra gli amministratori, i dirigenti e gli esperti nominati dal Consiglio comunale ha evidenziato l’opportunità di sperimentare anche a Cesena forme di quoziente familiare in grado di perfezionare lo strumento dell’isee (e conseguentemente il “quoziente Cesena”), con la precisa finalità di valorizzare condizioni di particolare vulnerabilità interne ad ogni nucleo familiare, ad oggi solo in parte riconosciute dalla scala di equivalenza e dalle franchigie previste dalla normativa isee - proseguono Lucchi e Benedetti -. Sul piano politico-programmatorio, l’obiettivo ci è parso immediatamente condivisibile. L’esperienza, in particolare, è già in corso nel Comune di Castelnuovo del Garda (13.200 abitanti, provincia di Verona), che è stato contattato per verificare in maniera più puntuale l’applicazione del sistema indicato".

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