Manifesto per l’Acqua, Baccini: "Il tema va affrontato in modo coraggioso"

Sulla questione Siccità interviene nuovamente il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini

Il preoccupante perdurare del periodo di siccità di questi giorni sta facendo emergere in modo sempre più crescente il tema della disponibilità della risorsa idrica sia sul piano nazionale che anche a livello di territorio romagnolo. Sulla questione interviene nuovamente il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini, già promotore del Manifesto dell’Acqua per l’Area Vasta Romagna, per sollecitare il mondo politico ad un impegno comune nell’attivazione concreta del medesimo e delle linee di indirizzo in esso contenute e definite.

“Il tema della disponibilità attuale e futura della risorsa idrica pare abbia assunto importanza solo in questi giorni, in cui la siccità prolungata sta mettendo in crisi i sistemi di stoccaggio con il rischio del sopraggiungere di periodi di contingentamento della risorsa. Ne è la prova la sollecitazione di Hera e di Romagna Acque ad adottare misure volte alla limitazione dell’uso della risorsa”.

“D’altra parte - fa notare Marco Baccini - già oltre un anno fa mi sono fatto portavoce della necessità a livello politico di avviare un approfondimento sul tema della salvaguardia della risorsa idrica ed alla sua gestione, con l’obiettivo di mantenere e garantire anche nei prossimi decenni una disponibilità di risorsa in grado di rispondere alle esigenze della popolazione e del territorio e di migliorare più in generale la qualità della vita dei territori che contribuiscono a generarla”.

“Sino ad oggi - osserva il primo cittadino - la Romagna ha garantito un’ottima pianificazione delle infrastrutture necessarie per assicurare una efficace gestione dell’acqua, ma il mutato contesto di riferimento – sintetizzabile in una progressiva riduzione della disponibilità idrica nel tempo e in piovosità caratterizzate da eventi di forte intensità, sempre più frequenti, in tempi ridotti e con una loro scarsa prevedibilità – rende quanto mai necessario avviare in via immediata un approfondimento circa le strategie più opportune per garantire la disponibilità di acqua anche per i decenni futuri e, come conseguenza, per definire le azioni più efficaci di prevenzione”.

“Una programmazione in tal senso - chiosa - si rende ancor più necessaria per il fatto che dalla gestione della risorsa idrica dipende la sicurezza di una serie di settori e servizi fondamentali quali la produzione di energia, l’agricoltura, il turismo, l’industria, i trasporti, la salvaguardia del territorio e la prevenzione dai fenomeni di dissesto idrogeologico, il contrasto agli incendi boschivi e l’impoverimento del territorio, che sono altri temi strategici su cui la politica deve individuare degli indirizzi di pianificazione e sviluppo”.
 
“Gestire gli scenari futuri - insiste Baccini - fa però presuppone un adeguato tempismo e la pianificazione della gestione della risorsa idrica, come bene sempre più fondamentale per il futuro del nostro territorio, non è più rinviabile. A tal fine, il 19 febbraio 2016 ho proposto ai sindaci del territorio romagnolo il Manifesto per l’Acqua dell’Area Vasta Romagna, che è un documento programmatico che prevede un percorso inclusivo di riflessione sul tema della salvaguardia e della gestione nei decenni futuri della risorsa idrica, con l’obiettivo di verificare sin da ora la necessità di adottare strategie e investimenti in grado si  garantire la disponibilità della risorsa in considerazione dei cambiamenti climatici e dell’andamento della domanda”.

“Il documento è stato poi presentato ufficialmente all’assemblea di presentazione del bilancio di sostenibilità di Romagna Acque l’8 luglio 2016 ed ha trovato l’avvallo dei sindaci di Forlì, Ravenna e Cesena, tanto che Paolo Lucchi lo ha richiamato nel suo recente intervento sul tema - ricorda il sindaco -. Ed hanno ragione i Verdi quando affermano che occorre abbandonare la convinzione che l’acquedotto di Romagna ci preservi per sempre dai rischi, stimolando una riflessione anche culturale sull’uso dell’acqua”.

“Proprio sulla base di questa consapevolezza sono stati impostati gli indirizzi specifici dettati dal Manifesto per l’Acqua dell’Area Vasta della Romagna. Tra l’altro - sottolinea Baccini - questo tema rappresenterebbe un’occasione per attivare a livello politico un obiettivo concreto dell’Area Vasta Romagna, con il pregio di coltivare un percorso inclusivo e partecipato non solo dalle Istituzioni, ma da tutti gli enti competenti e le associazioni interessate. Ci sarà bisogno da parte degli Enti di elevare gli orizzonti ai livelli di prospettiva generale di sviluppo dell’intero territorio, abbandonando logiche singolari o di confine, o perlomeno inserirle all’interno di un ragionamento complessivo, come dovrebbe essere la discussione sull’opportunità di ri-attivare il Lago di Quarto”.

“Il passaggio che ora ci attende e che stimoleremo insieme alle amministrazioni che già hanno appoggiato il Manifesto sarà quello di richiedere a tutte le amministrazioni comunali dell’Area Vasta Romagna di inserire e discutere l’argomento nei prossimi Consigli comunali, così da allargare successivamente il tema ed addivenire ad un programma di lavoro sul quale la Società Romagna Acque potrà impegnarsi con la stessa concretezza che ha dimostrato in questi anni. L’auspicio - chiude Baccini - è che tutte le amministrazioni prendano consapevolezza del carattere strategico del tema e si facciano parte attiva nell’impegnarsi a creare le condizioni per affrontarlo in modo coraggioso e altrettanto lungimirante”.
 

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