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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

"Gli incidenti aumentano, l'Anas al lavoro ma le criticità strutturali restano. La Provincia prenda in mano la questione E45"

Rileva l'associazione: "Mentre l'Anas è impegnata in lavori di miglioria della strada (rifacimento del binder ammalorato, della segnaletica e al posizionamento in alcuni tratti di barriere spartitraffico) sembra che il numero degli incidenti sia in aumento, anziché in diminuzione"

L'associazione Benigno Zaccagnini di Cesena riprende in mano la questione sicurezza sulla E45 e si rivolge con una lettera al presidente della Provincia di Forlì-Cesena Enzo Lattuca, a firmarla Ercole Acerbi che presiede l'associazione cesenate. Si parte dal dato "degli incidenti in aumento", qualche settimana fa si ricorda l'incidente mortale allo svincolo di San Carlo in cui hanno perso la vita due anziani coniugi.

"Caro Presidente - si legge nella lettera - continua lo stillicidio giornaliero di incidenti, anche mortali, lungo il percorso della    E 45. E' di qualche giorno fa la notizia che due persone sono morte, e una terza è rimasta gravemente ferita, all'uscita di S. Carlo di Cesena. Ma nei giorni e nelle settimane precedenti altri gravi incidenti erano avvenuti a Mercato Saraceno e Sarsina e ancor prima a Canili, ai confini con la provincia di Arezzo, dove era rimasta uccisa una giovane donna. Alla perdita di vite umane si aggiungano i danni incalcolabili per le persone coinvolte, le attività, le auto distrutte, gli autocarri in fiamme e le merci perdute".

Rileva l'associazione: "Mentre l'Anas è impegnata in lavori di miglioria della strada (rifacimento del binder ammalorato, della segnaletica e al posizionamento in alcuni tratti di barriere spartitraffico) sembra che il numero degli incidenti sia in aumento, anziché in diminuzione.  Questo è forse l'effetto, apparentemente assurdo, degli stessi interventi, che dando una apparente sensazione di sicurezza, fanno aumentare la velocità delle autovetture e dei mezzi. La vera causa di questa situazione è da ricercare nel fatto che, nonostante gli interventi accennati, le condizioni strutturali della strada rimangono immutate: ristrettezza delle carreggiate, assenza totale delle piste laterali di emergenza e di piazzole di sosta. In queste condizioni la strada è oltremodo insicura, anzi pericolosa. L'Anas ha creduto di correre ai ripari declassando la E 45  da superstrada a Strada Statale. SS. 3 bis Tiberina, recitano i cartelli posizionati in sommità delle barriere spartitraffico, lungo tutto il tratto romagnolo. Ma questo è poco più che un espediente. E' vero che il declassamento comporta (o dovrebbe comportare) una riduzione della velocità di esercizio, ma questo non incide sui volumi di traffico che sono in costante aumento, ora che la strada è stata scoperta come valida alternativa alla A 1, soprattutto perché senza pedaggio".

Prosegue la missiva : "Ma i progetti di cui per tanti anni si è parlato erano altri: la trasformazione della E 45 in autostrada (senza pedaggio per i locali) che in continuità con la E 55 Romea costituisse il corridoio "adriatico", fra Mestre e Orte e si collegasse a Nord con l'asse trasversale Est-Ovest. Di questo progetto, messo incomprensibilmente da parte, nonostante fosse stato approvato il progetto definitivo e si stavano approntando le prime gare, bisognerà tornare a parlare se non vogliamo essere condannati a questa situazione. Per intanto ci sembra necessario che la Provincia riprenda in mano questa questione, muovendosi in due direzioni: acquisizione dei dati del traffico (T.G.M.) distinto per tipologia (categorie di traffico, incidenza del traffico pesante ecc) distribuzione nell'arco delle 24 h; dati sulla incidentalità della strada, totale incidenti rilevati, incidenti con esito mortale, incidenti con lesioni alle persone o solo con danni alle cose,  con riferimento alla tipologia e  alle cause.  Per i dati sul traffico è importante che questi vengano raccolti su varie sezioni della strada: ai confini provinciali di Pievesestina  e di Canili (Verghereto), come in corrispondenza degli svincoli dei vari Comuni, per poter valutare la consistenza del traffico "interno" cioè locale, e quello di "attraversamento" sulle lunghe distanze. Se questi dati non fossero già in possesso di Anas e della Regione  e,  per quanto riguarda gli incidenti,  della Polizia di Stato, crediamo che la Provincia debba provvedere in proprio, cioè con proprie risorse.  Spetta infatti alla Provincia un compito   di tutela del proprio ambito territoriale. D'altra parte tali dati sono necessari per iniziare un discorso serio, per cambiare  la   situazione di questa strada che rimane la  struttura essenziale per i collegamenti Nord-Sud del Paese ma anche per lo sviluppo della vallata e del nostro territorio", la conclusione.

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