"Quando si andava a piedi": si ricorda la Cesena del passato

. Chi ha superato la sessantina farà presto a immedesimarsi nelle parole e nelle descrizioni dei due autori

Vi ricordate quando si andava a piedi? Quando il lattaio e il fornaio per la merenda o l'edicola dove si compravano le prime figurine Panini a 10 lire erano dietro l'angolo, all'incrocio con due strade e poche macchine? Quando era un lusso anche andare in motorino perché quasi tutti avevano una bicicletta oppure usavano le gambe?  Chi è nato dopo gli anni Ottanta, sicuramente, non può ricordare certi particolari della Cesena di una volta. Ma proprio per questo motivo tutti i più giovani dovrebbero leggere il libro che si intitola "Quando si andava a piedi" Memorie della Cesena del quarto Novecento (scritto da Chiara Dall'Ara e Nerio Gridella, edito dal Ponte Vecchio). Chi ha superato la sessantina farà presto a immedesimarsi nelle parole e nelle descrizioni dei due autori (uno un po' più maturo dell'altra) e magari insieme a Nerio Gridella in quelle pagine ritroverà parte della sua adolescenza, riconoscerà i luoghi dove ha dato il primo bacio o dove il cuore gli è battuto forte dalla paura. I nomi dei negozi che non ci sono più, le vie che sono diventate altro. Chi, invece, è più giovane leggendo quei ricordi - anche quelli di Chiara Dall'Ara, più giovane ma legata saldamente ai ritmi e alla vita particolare che si viveva alla Valdoca - imparerà cose della sua città che non conosceva, assaporerà una Cesena sconosciuta ma che, sapendola leggere, è ancora lì dietro a una patina di modernità, mutevole e a volte ingannevole. 

"Questo è sicuramente un libro da leggere anche perché fa risvegliare in noi quei sentimenti che il tempo ha un po’ assopiti - scrive nella presentazione di Alessandro Savelli, scrittore ed esperto della cultura romagnola - ed è piacevole constatare il grande amore che gli autori nutrono per la loro città. Lo esprimono in due modi completamente diversi: lui descrive una zona della città in maniera razionale, ma con un taglio spesso ironico, in lei invece prevale una descrizione del cuore". Una città che, come tutte le città, si impara a conoscere meglio, percorrendola a piedi, entrando nelle pieghe nascoste della sua Storia, facendosi assorbire dai suoi ritmi e consumando le suole come fossero matite che lasciano tracce indelebili nella nostra memoria. Come ci ricorda Daniela Montano nella postfazione del libro: "Perché questa ridente cittadina ha il merito di farsi scoprire strabiliante e affascinante soprattutto se ti affidi alle tue scarpe e segui le orme di chi, amandola e conoscendola, ti prende per mano e ti guida raccontandoti di “quando si andava a piedi”. Il libro verrà presentato sabato 17 febbraio alle 17 nell'Aula Magna della Biblioteca Malatestiana. 

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