Qualità della vita, Forlì-Cesena perde colpi e posizioni secondo la ricerca di ItaliaOggi

Tutti col segno meno i valori analizzati dal quotidiano, debacle per quanto riguarda la criminalità

La provincia di Forlì-Cesena perde colpi e posizioni nella classifica sulla Qualità della vita diffusa dal qutidiano Italia Oggi curata dal Dipartimento di statistiche economiche dell'Università LaSapienza di Roma con il supporto di Cattolica Assicurazioni. La città romagnola perde ben 12 posizioni rispetto allo scorso anno e si ritrova relegata in 25esima casella. Per quanto riguarda il settore Affari e Lavoro le cose vanno leggermente meglio e, con una casella in più rispetto al 2016, si ritrova in 26esima posizione. Male per la criminalità, con una perdita di ben 12 poisizioni rispetto allo scorso anno, si ritrova nella parte più bassa della classifica all'81esimo posto delle 110 città analizzate dal quotidiano. Bocciatura anche per quanto riguarda il Tenore di vita con la città che scende in 24esima posizione perdendo ben 18 posizioni rispetto al 2016. Non va meglio la voce Tempo libero passando dalla 22esima alla 26esima casella.

Commenta Jacopo Morrone, segreterio della Lega Nord: "Chi di statistica ferisce, di statistica perisce. Dopo la tanto sbandierata valutazione del Sole 24 Ore, pubblicata in ottobre, da cui, a detta del sindaco di Cesena Paolo Lucchi, sarebbero emersi dati confortanti sulla diminuzione dei reati, è arrivata la doccia fredda delle statistiche sulla qualità della vita diffuse da Italia Oggi, da cui emerge che la provincia di Forlì-Cesena si piazza in un poco confortante 93simo posto su 110 nella mappa della criminalità, precipitando dal già poco onorevole 81simo che presidiava l’anno scorso, risultando quindi in netto peggioramento”.

“Certo, in tanti settori andiamo meglio di altre province, ma il segnale per quanto riguarda la criminalità è di grande allarme e di allerta in altri ambiti. Finora, tuttavia, abbiamo assistito solo a una colpevole sottovalutazione della realtà da parte di molti sindaci del Pd - prosegue -. Per quanto ci riguarda, crediamo che sia meglio assumere un atteggiamento ‘laico’ di fronte alle statistiche, commisurando i dati con quanto emerge quotidianamente dal territorio. Proprio il contrario di ciò che hanno fatto i vertici istituzionali locali, che si sono abbandonati a interpretazioni trionfalistiche sul tema criminalità dopo le classifiche pubblicate dal Sole 24 Ore e che oggi dovrebbero, a rigor di logica, ritrattare pubblicamente. L’insicurezza non è solo ‘percezione’ ma un dato di fatto: d’ora in avanti a parlare non siano più le statistiche ma i provvedimenti concreti per contrastarla”.

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