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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Prevenzione oncologica, tumori del colon-retto: Cesena seconda per gli screening. Penultima per quelli al seno

Le prestazioni della prevenzione oncologica, come come è noto è una delle armi più efficaci per contrastare le forme più diffuse di cancro, sono tornate all'interno dell'Ausl Romagna ai livelli precedenti la pandemia.

Le prestazioni della prevenzione oncologica, come come è noto è una delle armi più efficaci per contrastare le forme più diffuse di cancro, sono tornate all'interno dell'Ausl Romagna ai livelli precedenti la pandemia. E' quanto viene spiegato dal direttore della Prevenzione oncologica del Morgagni-Pierantoni Fabio Falcini. La Romagna ha antiche radici in questo settore, dato che il primo reparto di Prevenzione oncologica venne aperto alla fine degli anni '70 a Ravenna, per poi aprire anche a Forlì nei primi anni 2000 ed infine di recente anche a Rimini.

Per la prevenzione oncologica i dati più recenti indicano che sono state erogate in tutta la Romagna 412mila prestazioni nel corso del 2021, e quindi più di quelle del 2019 (anno prima della pandemia) quando ammontavano a 405mila, recuperando così il gap del 2020 quando i lockdown effettivamente influenzarono l'andamento degli screening. I dati sono stati diffusi a margine della presentazione dei nuovi e rinnovati locali della Prevenzione oncologica di Forlì.

Attualmente i dati indicano che in Emilia-Romagna il 69,4% delle donne tra i 45 e i 74 anni risponde positivamente alle chiamate dell'Ausl per i test di prevenzione dei tumori della mammella (si tratta di 977mila persone). Tale percentuale aumenta al 74,5% nel territorio dell'Ausl Romagna, con il territorio di Forlì in cima (75,8%), seguita da Ravenna (75,3%), Cesena (73,6%) e Rimini (73,4%).

Per i tumori del collo dell'utero la Regione segna il 63,3% delle donne (dai 25 ai 64 anni) che si sottopongono agli screening, dato che sale lievemente al 63,6% in Romagna. Il dato più alto si registra a Ravenna e provincia (69,5%), seguita da Cesena (65,8%), Forlì (59,9%) e Rimini (57,5%). Infine lo screening dei tumori del colon-retto (che riguarda donne e uomini da 50 ai 69 anni) raggiunge il 50,6% della platea di popolazione interessata in Emilia-Romagna (1,3 milioni di persone): in questo caso la Romagna è sotto la media regionale (48,8%). Va molto bene la provincia di Ravenna (57,2%), seguita da Cesena (45,8%), Rimini (44,8%) ed infine Forlì (40,9%). Su questo screening Forlì è penultima in regione dopo Parma.

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