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Martedì, 31 Gennaio 2023
Bilancio provinciale

Provincia, approvato il bilancio di previsione: "Per il rilancio dell'ente va svincolato dal mercato dell’auto"

Lunedì 6 febbraio si terrà la prossima seduta di Consiglio Provinciale: una seduta tematica e aperta per discutere gli ordini del giorno presentati dai gruppi consigliari in materia di “sanità” a cui parteciperà la direzione di Ausl Romagna

L’assemblea dei sindaci prima e il Consiglio provinciale poi, hanno approvato il Bilancio di previsione della Provincia di Forlì-Cesena 2023-2025, che per l’esercizio 2023 ammonta a 102,4 milioni di euro in entrata e spesa. Le entrate tributarie ammontano a complessivi 30,3 milioni, di cui 15 milioni di euro derivanti dalle imposte sulle assicurazioni Rc auto e 12 milioni dall’imposta provinciale di trascrizione dei veicoli al Pra. Dallo Stato vengono traferiti 19,1 milioni di euro per il funzionamento dell'ente ma nel 2023, la Provincia dovrà versare allo Stato 23,8 milioni di euro per il contributo obbligatorio al risanamento della finanza pubblica.  

Le entrate in conto capitale ammontano a complessivi 29,3 milioni di euro di contributi statali e regionali per la realizzazione di opere pubbliche e 3,5 milioni di euro proventi da alienazione di beni patrimoniali.  Le spese correnti sono previste in quasi 50 milioni di euro: la più consistente quella per acquisto di beni e servizi (che ricomprende le utenze delle scuole superiori) di 12,7 milioni di euro, poi la spesa per il personale di circa 7,7 milioni di euro, a seguire le manutenzioni stradali straordinarie per 1 milione e 800 mila euro e le manutenzioni ordinarie degli edifici scolastici per 1 milione e 500 mila euro. Le spese per investimenti ammontano in 40 milioni di euro su strade e scuole superiori.

"Il bilancio della Provincia è impegnativo per l’ammontare degli investimenti previsti, finanziati da risorse statali sulla viabilità e fondo Pnrr sulle scuole superiori: ci viene consentito di realizzare opere fino a qualche anno fa non immaginabili per numero e consistenza di risorse - afferma il presidente della Provincia, Enzo Lattuca -. Però il bilancio esprime tutti i limiti della finanza delle Province che non ha entrate proprie, ma è legata all’andamento delle imposte sulle assicurazioni Rc auto e dell’imposta provinciale di trascrizione dei veicoli al Pra. Se si vuole rilanciare la Provincia come ente è necessario svincolare il suo bilancio dal mercato dell’auto. La messa in sicurezza dei bilanci provinciali deve andare di pari passo con la riforma di cui tanto si argomenta in questi mesi: proprio in un momento al vaglio della Commissione Affari costituzionali del Senato giacciono quattro disegni di legge per il ripristino del suffragio universale e diretto delle Province".

"Il fatto che le Province siano utili, anzi necessarie, lo dimostrano gli effetti della Legge 56/14 sui territori - prosegue Lattuca -. Se ad una istituzione viene impedito di potere dispiegare a pieno il proprio compito, si compromette lo stesso tessuto economico sociale locale. Questo è ciò che è accaduto a causa del forte stato di criticità in cui sono state lasciate le Province dalla riforma della Legge 56/14 e dalle norme finanziarie ad essa collegate.  L’impatto è stato particolarmente dirompente nelle aree interne, nei territori montani, nelle zone più distanti dai servizi essenziali. Su queste aree l’instabilità finanziaria e istituzionale delle Province ha avuto un peso ancora più evidente, perché una Provincia senza mezzi economici e risorse umane lascia senza garanzie comunità che non sono raggiunte da fondi e opportunità riservati alle grandi città. Non facendo così che accentuare differenze ingiustificabili nella fruizione dei servizi essenziali, tra cittadini di serie A e cittadini di serie B: il 70% dei cittadini che non vive nelle aree metropolitane. Se c’è una cosa che la crisi sanitaria ci ha insegnato è che il territorio deve essere presidiato e che la dimensione territoriale provinciale resta la più idonea a gestire servizi di rete e a coordinare in maniera unitaria gli enti locali, per dispiegare azioni coerenti e non parcellizzate".

"Dispiace che i consiglieri di minoranza non abbiamo partecipato al voto di approvazione sul bilancio - aggiunge il presidente -. La proposta è stata presentata a dicembre, a gennaio si è svolta una seduta specifica di consiglio in cui abbiamo risposto a tutti i quesiti presentati dal consigliere Castagnoli, entro il 13 gennaio non sono giunti emendamenti.   Un ringraziamento particolare va ai sindaci dei comuni in questi giorni sono stati colpiti dal mal tempo, dalla montagna al mare, che comunque hanno assicurato la loro presenza per approvare il bilancio, a loro tutta la nostra vicinanza e il nostro supporto". Lunedì 6 febbraio si terrà la prossima seduta di Consiglio Provinciale: una seduta tematica e aperta per discutere gli ordini del giorno presentati dai gruppi consigliari in materia di “sanità” a cui parteciperà la direzione di Ausl Romagna per illustrare la riorganizzazione definita in merito al Progetto di sviluppo Sistema di soccorso preospedaliero Romagna. 

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