Protezione civile in prima linea: "Si lavora anche 14 ore ma l'affetto della gente scalda il cuore"

Claudio Tosi Brandi è il coordinatore del gruppo comunale della Protezione Civile di Savignano, in prima linea durante questa emergenza Covid-19, insieme alla sua squadra

“Operare nella Protezione Civile è un’esperienza che arricchisce molto a livello umano. Nel tempo, io ho ricevuto molto di più di quello che ho dato”.  A raccontare la sua esperienza è Claudio Tosi Brandi, ingegnere,  e coordinatore gruppo comunale della Protezione Civile di Savignano sul Rubicone, che, anche durante  questa emergenza Covid-19, insieme alla sua squadra, si è impegnato a fondo per aiutare la popolazione ad affrontare meglio la quarantena. Al momento sono stati effettuati oltre 300 interventi e in questi giorni, insieme alle consulte di Quartiere e il volontariato sociale, hanno iniziato a consegnare le 1800 mascherine agli abitanti. Savignano ha dimostrato grande cuore con tanta coesione e solidarietà.

Quando ha iniziato a fare il volontario?

Da quando ho 18 anni. In protezione civile ci sono da 15 anni e da 8 anni sono coordinatore. Prima ero segretario dell’Avis.  Fare volontariato è un impegno che va preso con serietà e professionalità ma quello che si riceve, aiutando le persone,, è molto di più di quello che si dà. Gli affetti e le strette di mano scaldano il cuore e danno senso ai sacrifici. Tra l’altro la Protezione Civile, insieme ai Vigili del Fuoco e la Croce Rossa italiane, sono riconosciute come tra le migliori del mondo.  In più la Protezione Civile dell’Emilia Romagna è la migliore d’Italia, quindi c’è anche l’orgoglio di far parte di un corpo veramente esemplare.

In quanti siete stati e siete tuttora a operare durante  l’emergenza?

Normalmente a operare siamo una ventina ma, a causa delle direttive del governo che fino allo scorso mese vietavano agli over 65 di scendere in campo per tutelare la loro salute, nei primi tempi, proprio nel clou della necessità, eravamo rimasti più o meno in 5. Abbiamo avuto parecchio da fare, non sapevamo come far.  Ora, per fortuna, sono tornati a operare tutti e soprattutto siamo aiutati anche da altri gruppi di volontariato sociale del territorio.   

Quali sono stati i vostri principali compiti?

Abbiamo portato la spesa domicilio, consegnato i farmaci agli anziani e i computer ai ragazzi delle scuole per seguire la didattica a distanza. Abbiamo anche recuperato tutti i libri che i ragazzi avevano lasciato a scuola e li abbiamo restituiti, famiglia per famiglia. Tutto ovviamente in sicurezza e restando a debita distanza. Gestiamo anche i pacchi della Caritas e, essendo una zona di confine,  abbiamo dovuto aiutare tutti quegli anziani che magari avevano i parenti a Rimini e necessitavano di cure o servizi fondamentali.

Come vi  hanno accolto gli abitanti di Savignano?

I primi tempi trovavamo gente molto spaventata, preoccupata. Ora, invece, troviamo degli anziani che, per ringraziarci di quanto facciamo, vorrebbero anche abbracciarci.

Quanti interventi avete fatto finora?

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Oltre 300. Nel periodo in cui eravamo operativi in 5 o 6, abbiamo lavorato anche 14 ore al giorno. E’ stata dura, ma noi siamo qui per questo e anche solo il fatto di aver contribuito alla consegna dei computer alle famiglie per gli studenti dell’Istituto comprensivo “G.Cesare” di Savignano  che non potevano seguire la didattica a distanza per noi è stata una grande soddisfazione.  I ragazzi sono il nostro futuro e dare una mano affinché potessero continuare a fare lezione è stato importante.

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