Tre piazze, la proposta alternativa: "Una piazza unica che inizia in corso Mazzini"

La somma assegnata a Cesena servirà per dare un nuovo volto al complesso delle piazze Almerici, Bufalini e Fabbri, andando a coprire oltre il 50% dei costi preventivati, che ammontano complessivamente a 3 milioni e 300mila euro

Con l’arrivo dei finanziamenti per il progetto delle “Tre piazze” (Almerici, Fabbri e Bufalini), comprese tra la Malatestiana e il Palazzo del Ridotto, tornano a chiedere un diverso assetto del progetto i due urbanisti cesenati Ermanno Gianessi e Gabriele Rossi. Con la firma, avvenuta lunedì alla presenza del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, della convenzione fra il Governo e i Comuni beneficiari, è diventato infatti ufficiale il finanziamento di 1 milione e 800mila euro riconosciuto al Comune di Cesena nell’ambito del Bando Periferie, che ha stanziato complessivamente oltre 2 miliardi di euro per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei Comuni capoluogo di provincia.

La somma assegnata a Cesena servirà per dare un nuovo volto al complesso delle piazze Almerici, Bufalini e Fabbri, andando a coprire oltre il 50% dei costi preventivati, che ammontano complessivamente a 3 milioni e 300mila euro. Il Comune, con un concorso ha già definito un assetto generale, per altro modificandolo alla luce della petizione che ha raccolto migliaia di firme per salvare gli alberi antistanti la Biblioteca Malatestiana, che inizialmente si ipotizzava di ridurre e sostituire.

Giannessi e Rossi, invece, chiedono di rivedere radicalmente l’assetto di tutto il progetto, spostando la sua centralità dalla facciata dell’antica biblioteca all’intero palazzo del Ridotto. Scrivono i due progettisti: “In altre occasioni abbiamo già espresso serie perplessità sul progetto che, in fase preliminare, il Comune ha adottato e presentato nella sala della Biblioteca Malatestiana il 16 giugno. Ora, visto che il finanziamento ha dato nuovo impulso alla sua concretizzazione, ritorniamo sull’ argomento”.

E spiegano: “Le perplessità riguardano, innanzi tutto, l’idea di fondo che ispira il bando: l’intento di utilizzare questa occasione per dare il massimo risalto alla facciata della Biblioteca Malatestiana, trascurando, al contempo, la presenza di uno dei fabbricati storici più rilevanti della città, trattato finora con brutta sciatteria, ma che costituisce il cuore dei luoghi interessati:  il Palazzo del Ridotto; con il risultato di una frantumazione dello spazio che non trova alcun punto di riferimento. Certo, al Palazzo va dedicata maggiore attenzione di quella ricevuta sino ad ora, sia per la manutenzione architettonica che per l’utilizzo, ma una volta risolto il tema urbanistico, nel tempo, sarebbe possibile affrontare con avvedutezza anche questo tema”.

I due professionisti chiedono esplicitamente “una proposta alternativa che non avrebbe potuto essere presentata in sede di concorso proprio perché concepita secondo una linea guida alternativa voluta dal Comune, proposta già presentata formalmente all’Amministrazione Comunale”. Per loro “l’idea di fondo che ispira il progetto è facilmente riassumibile: concepire uno spazio unitario tutto focalizzato sul Palazzo del Ridotto”, che includa la porzione di corso  Mazzini antistante e le attuali tre piazze, vale a dire il largo recentemente dedicato a Pio VI. “una piazza che abbia come fuoco l’edificio che, nella storia, ha costituito la sede dell’attività pubblica e politica della città”, spiegano.

“Tutto il progetto è finalizzato a tale obiettivo  e pone solo sullo sfondo il palazzo della Malatestiana ed i giardinetti antistanti che, d’altra parte, vedono rafforzato il loro ruolo di area verde con la realizzazione di nuove aiuole, alberature e sedute, per prolungare al di fuori della Biblioteca gli spazi di relazione e di sosta, specialmente per i tanti studenti che, in momenti di pausa,  già affollano numerosi  i giardinetti, ma che chiedono maggiore fruibilità, gradevolezza e facilità di sosta. La Piazza vera e propria termina con il filare di alberi, da rafforzare, posti sulla linea di congiunzione di vicolo Masini con vicolo Boccaquattro. Proponiamo,  così, di passare dalle attuali tre piazze ad un’unica Piazza, nettamente delimitata, evitando spazi troppo dilatati e frammentati , come succede con il progetto approvato. Una piazza cui ha subito la percezione di accedere chi proviene da corso Mazzini, via Zefferino Re, o i vicoli che vi confluiscono, perché ogni elemento del progetto tende a sottolineare l’unitarietà dello spazio, altro rispetto ai percorsi da cui vi si accede: il tipo di arredo, la sua geometria, il comprendere il sottoportico del Palazzo Urtoller, la posizione della piadineria, non casuale, ma ben inserita nella trama geometrica”.

“La nostra proposta è tesa a mettere a fuoco i limiti del progetto approvato e ad offrire l’opportunità di ragionare sulla possibilità di riconfigurare luoghi così significativi ed attualmente in seria difficoltà che, con un intervento correttamente finalizzato, possono diventare uno spazio vivo e pulsante, un’occasione di rivitalizzazione di tutto il centro storico”, concludono.

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