Piazza della Libertà pedonale, il comitato: "Serve un referendum per sentire tutti i cesenati"

Un referendum, auto-finanziato e con valore consultivo, ma politicamente vincolante: è in sintesi la richiesta che il comitato per mantenere il parcheggio in piazza della Libertà si accingerà a chiedere ufficialmente al Comune, nel corso dell'assemblea pubblica di venerdì sera in cui partirà la protesta

Un referendum, auto-finanziato e con valore consultivo, ma politicamente vincolante: è in sintesi la richiesta che il comitato per mantenere il parcheggio in piazza della Libertà si accingerà a chiedere ufficialmente al Comune, nel corso dell’assemblea pubblica di venerdì sera in cui partirà la protesta contro il progetto di pedonalizzazione della piazza della Libertà, con la soppressione dei suoi 78 posti auto. Un progetto che al Comune costerà 3,1 milioni di euro. La proposta, inoltre, ha già incontrato la ferma opposizione della Confcommercio.

Il responsabile del comitato è Marco Giangrandi, che ha un’attività commerciale prospiciente su piazza della Libertà, la Tecnocopi. Giangrandi spiega che lo scopo del comitato non è politico e non è quello di andare al “muro contro muro” con il sindaco Paolo Lucchi. “Personalmente ho trovato in lui, almeno nei nostri rapporti diretti, dialogo e disponibilità”, premette. Così come premette di “essermi occupato di questo progetto solo ora, responsabilità mia se non ho approfondito prima”. Riconosce infine: “Ho un interesse diretto nella questione, avendo un’attività proprio sulla piazza”.

Giangrandi, come vorrebbe piazza della Libertà?
“Va bene la riqualificazione, ma il progetto deve contenere un parcheggio sotterraneo. Abbiamo fatto una nostra indagine da cui emerge che al 90% i cesenati, in particolare commercianti e residenti della zona, vogliono mantenere un parcheggio, altrimenti quello più vicino a 800 metri. Gli esercizi commerciali sono molto preoccupati, ma il progetto allarma molto anche i residenti, che temono per un deprezzamento del valore degli immobili”.

Il sindaco sostiene che quel progetto era nel suo programma elettorale e quindi è stato condiviso dai cesenati al momento del voto
“Chi vota, vota un complesso di proposte, non penso che vada a leggersi punto per punto il programma. Comunque noi proponiamo di interpellare i cesenati su un enorme disegno che modifica radicalmente l’assetto del centro storico. Un referendum auto-finanziato e non ufficiale, dal momento che mi dicono che le opere pubbliche, per regolamento comunale, non possono essere sottoposte a referendum comunale”.

Lucchi pone come tema anche il successo che sta avendo la navetta tra centro e ippodromo, come strumento per deviare la sosta fuori dal centro storico.
“La logica di una sosta fuori dal centro ci sta in un’epoca moderna, ma così è un cambiamento drastico. Non si ottiene il risultato chiudendo alla sosta la piazza dall’oggi al domani, eliminando 78 posti ad alta rotazione, tra l’altro in piena crisi per il commercio. Dietro questa decisione c’è una valutazione troppo affrettata sull’impatto sul commercio e sui residenti in centro. L’errore più grave è lanciarsi senza avere un paracadute. Incominciamo invece un percorso, coinvolgendo più persone possibili, per gestire questo cambiamento”.

Spesso si dice che i parcheggi sotterranei nelle nostre città medio-piccole non piacciono molto…
“I cesenati per il 90% sono d’accordo secondo dei nostri dati. Sicuramente i cesenati vogliono una piazza della Libertà più bella, ma senza eliminare il servizio del parcheggio”.

Costerebbe di più, però.
“Non è così, costerebbe poco di più di quanto già preventivato dal progetto attuale (3,1 milioni). Si potrebbe anche farlo con un privato, che si potrebbe ripagare con la gestione della sosta, e in tal caso si otterrebbe il parcheggio e la piazza sopra a minor costo”.

Poi si dice spesso che quando si inizia a scavare, la Soprintendenza blocca tutto e il cantiere presenta incognite.
“Esistono le metropolitane a Roma e ad Atene, a Cesena si è scavato un parcheggio alla Malatestiana. I carotaggi fatti anni fa non dicono che ci sono tutti questi reperti sotto. Sta tutto nella volontà di farlo. Le competenze tecniche per farlo le abbiamo in casa, con la Trevi, che fa queste cose in tutto il mondo”.

Avete già iniziato la raccolta firme, visto che vi proponete di raccoglierne diecimila?
“No, cominceremo durante la serata di presentazione di venerdì (ore 21, sala Auser, corso Comandini 7). Durante quella serata e in tutti gli incontri successivi spero di riuscire a trasmettere che non ce l’ho con nessuno, né col sindaco, né con altri, e che la nostra iniziativa non ha alcuna motivazione politica. Da cesenate contrasto un progetto che cambia notevolmente il centro, in un momento in cui si moltiplicano le vetrine vuote”.

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