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Progetto definitivo per il recupero di Casa Bufalini: diventerà un "laboratorio urbano aperto"

Significativa accelerazione nel percorso per trasformare la storica Casa Bufalini in un “laboratorio  urbano aperto”, capace di coniugare cultura e nuove tecnologie e far crescere nuove idee imprenditoriali. ​

Poche settimane fa la Giunta regionale dell’Emilia Romagna ha approvato la convenzione che definisce  il finanziamento di questo intervento, per un importo di 1 milione e 600mila euro, nell’ambito dell’assegnazione dei fondi strutturali europei del POR FESR 2014/2020 destinati a 10 autorità urbane (tra cui appunto Cesena) individuate dal programma. E’ questa solo la prima tranche di finanziamento. Accanto alla somma destinata all’intervento strutturale, infatti,  è prevista l’assegnazione, tramite successive convenzioni, di altri contributi: circa 1 milione per l’avvio dell’attività del laboratorio (previa ricerca del gestore) e 400mila euro per la sua promozione.
 
Intanto, nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale ha approvato il progetto definitivo relativo al restauro di Palazzo Bufalini, per un importo complessivo di 2 milioni di euro (alla quota assicurata dai finanziamenti europei si aggiungono i 400mila euro già previsti nel bilancio 2016 del Comune). Cospicua l’entità delle opere previste per il completo recupero di Casa Bufalini, che oggi si presenta in condizioni decisamente precarie. A rendere più delicato e complesso l’intervento, il valore storico dell’edificio, costruito nel Settecento da Giacomo Bufalini, padre del medico Maurizio, che nacque proprio qui.

Il progetto appena approvato prevede la demolizione di tutte le parti  non più recuperabili, a cominciare dai solai e dalla copertura, che  saranno ricostruiti rispettando i materiali esistenti e tenendo conto delle normative antisismiche. Ma anche le murature interne ed esterne verranno in parte ricostruite ed adeguate simicamente, ricorrendo alla tecnica del scuci – cuci. Particolare attenzione sarà dedicata al recupero di tutti gli elementi originali e caratteristici dell’edificio (come ringhiere di balconi e scale, inferriate ecc.) che possano essere restaurati e ricollocati.

Naturalmente, saranno cambiati tutti gli infissi (con caratteristiche in grado di abbattere i consumi energetici) e verranno rifatti gli impianti. Prevista anche l’installazione di un ascensore in acciaio e vetro, per il superamento delle barriere architettoniche.
Il restauro di Casa Bufalini riguarderà anche l’abside della chiesa di San Francesco, unico elemento sopravvissuto alla demolizione di metà Ottocento; dopo essere stato murato e inglobato all’interno del Palazzo, questo spazio era stato trasformato in due ambienti sovrapposti con la costruzione di un solaio intermedio. Con i nuovi lavori, l’abside recupererà l’antica fisionomia verticale, con l’eliminazione del solaio (che verrà sostituito da un ballatoio perimetrale in acciaio e vetro), mentre per consentirvi l’accesso sarà realizzato un percorso pavimentato in legno che attraverserà il cortile posto sul retro dell’edificio.

 “Dopo l’approvazione del progetto definitivo   – riferiscono  il sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore ai Lavori Pubblici Maura Miserocchi – gli uffici sono già al lavoro per mettere a punto il progetto esecutivo, propedeutico alla gara d’appalto, che dovrebbe partire all’inizio dell’estate. L’obiettivo è di arrivare all’assegnazione dei lavori in autunno e la successiva tabella di marcia sarà a ritmo sostenuto perché, per poter usufruire del finanziamento europeo, l’intervento dovrà essere tassativamente concluso entro fine 2017”.


“Il recupero di Casa Bufalini rappresenta un tassello importante nel programma di valorizzazione dell’intera area che gravita intorno alla Malatestiana. E il 2017 sarà un anno decisivo anche per  il progetto di  qualificazione delle piazze Almerici, Bufalini e Fabbri, per un importo complessivo di circa 2,5 milioni di euro. Ma, nel frattempo, stiamo già lavorando anche per mettere in cantiere anche il terzo e conclusivo lotto della Biblioteca, che permetterà il restauro e il recupero dell’ala est, cioè quella alle spalle dell’attuale Biblioteca Ragazzi”.

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