rotate-mobile
Cronaca

"Serve un riequilibrio con Forlì e il Rubicone, non accoglieremo altri profughi"

L'Unione dei Comuni Valle Savio scrive al Prefetto per esprimere di nuovo preoccupazione per l'evolversi dell'emergenza profughi

L’Unione dei Comuni Valle Savio scrive al Prefetto per esprimere di nuovo preoccupazione per l’evolversi dell’emergenza profughi e per la conseguente necessità di definire nuove soluzioni di accoglienza. Lo fanno con una lettera indirizzata al Prefetto di Forlì-Cesena Fulvio Rocco De Marinis, all’indomani della riunione su questo tema svoltasi giovedì in Prefettura. I Sindaci prendono le mosse dall’attuale situazione dell’accoglienza sul territorio di Forlì – Cesena, rimarcando come i sei Comuni dell’Unione Valle Savio ospitino un numero di profughi maggiore, in proporzione, rispetto alle altre Unioni della Provincia.

Qui, infatti, hanno trovato sistemazione 294 richiedenti asilo, contro i 372 accolti nei 15 Comuni dell’Unione Forlivese e i 129 accolti nei nove Comuni dell’Unione Rubicone – Mare. Di fronte a questo quadro i Sindaci sollecitano la rapida predisposizione di nuovi bandi per individuare ulteriori strutture di accoglienza, in modo d determinare  un riequilibrio delle presenze in tutto il territorio provinciale. Fino a che non si raggiungerà questo riequilibrio, l’Unione Valle Savio  non aprirà nuove strutture ed accoglierà nuovi richiedenti asilo solo in caso di turn over, cioè se nelle strutture attualmente in funzione si libereranno dei posti.
 
Scrivono i sei sindaci Marco Baccini (Bagno di Romagna), Paolo Lucchi (Cesena), Monica Rossi (Mercato Saraceno), Fabio Molari (Montiano), Luigino Mengaccini (Sarsina), Enrico Salvi (Verghereto): “Crediamo di non aver mai smesso di fare la nostra parte. A tutt’oggi il territorio dell’Unione Valle Savio accoglie un numero di richiedenti protezione internazionale maggiore di quello riferibile alle altre Unioni della nostra provincia”. 

Quindi la polemica con la Prefettura: “Come ribadito in più occasioni, abbiamo preso atto con difficoltà del superamento da parte della Prefettura della opportunità di condividere con gli enti locali le modalità di accoglienza: è ciò che è accaduto con l’apertura, per scelta delle prefettura, delle accoglienze cesenati di Macerone e di San Carlo, che hanno determinato per il nostro territorio il superamento forzato del modello di micro-accoglienza diffusa e del coordinamento di tutta questa attività in capo esclusivo all’Unione dei Comuni. In ogni caso, ad oggi i nostri comuni accolgono complessivamente circa 300 persone, che dal punto di vista numerico sono in linea con l’indicazione della media massima di 2,5 profughi per 1.000 abitanti avanzata già da alcune settimane dall’Anci nazionale, che condividiamo pienamente”.

“Non è più rinviabile, per nessuna ragione comprensibile, l’emissione da parte della Prefettura di bandi che, come accaduto nei giorni scorsi nel forlivese, portino all’individuazione di nuove strutture di accoglienza, determinando un riequilibrio territoriale delle presenze in tutto il territorio provinciale. In considerazione delle richieste che, significative, giungono dall’hub di Bologna anche in queste ore, le nuove strutture vanno individuate in maniera repentina, in tempo per rispondere alla grande emergenza legata alla stagione calda. Ribadiamo, per rispetto nei confronti delle comunità che abbiamo l’onore di rappresentare, che l'Unione dei Comuni del Savio non aprirà nuove strutture di accoglienza finché il riequilibrio delle presenze in tutti i territori provinciali non diverrà un fatto compiuto. Continueremo a garantire disponibilità a nuove accoglienze solo ed esclusivamente in base al turn over, ovvero all’uscita dalle strutture delle persone che attualmente vi risiedono”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Serve un riequilibrio con Forlì e il Rubicone, non accoglieremo altri profughi"

CesenaToday è in caricamento