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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

La Misericordia Valle Savio porta i profughi all'Expo: "Al padiglione Senegal si sentivano a casa"

"Questa esperienza carica di emozione – commenta Domenico, volontario della Misericordia – ci permette di scoprire il senso cristiano di mettere in pratica in Vangelo tutti i giorni e di compiere Opere di Misericordia a favore di chi si presenta davanti ai nostri occhi".

Lunedi i 10 profughi ospitati a Taibo, attraverso il progetto di Misericordia Valle del Savio denominato "Profumo di carità" insieme a diversi volontari e a Padre Francesco Giuliani (correttore spirituale di Misericordia Valle del Savio e parroco di Gualdo), si sono recati all’Expo di Milano. "Quando alle 5 di lunedì mattina ci siamo recati a prelevare con 2 pulmini i ragazzi per portarli a Milano - racconta Francesca responsabile servizi Misericordia – erano già tutti svegli, pronti e ben abbigliati per andare a visitare all’interno di Expo i padiglioni dei loro paesi di origine".

"Il primo padiglione che abbiamo incontrato – prosegue Francesca – è stato quello del Senegal e tra le luci, i profumi e i piatti tipici (thiebou dieune) del Senegal, i ragazzi si sono sentiti proprio a casa e non volevano più uscire. Mentre 2 volontarie Daniela e Loredana accompagnavano il profugo della Guinea Bissau nel padiglione, gli occhi del giovane Aboubakar si riempivano di gioia e di luce nel vedere i colori della bandiera, i prodotti tipici, i lavori artigianali della sua terra. Anche Camerun e Benin hanno commosso Victor e Dine e riportato i pensieri a quando, prima di decidere di partire per il lungo e insidioso viaggio fino in Italia, trascorrevano le loro giornate in compagnia della famiglia".

"I profughi sono molto riconoscenti per questo viaggio e per tutto quello che Misericordia attraverso i suoi volontari sta facendo per loro – dice Israel governatore della Misericordia di Valle del Savio – sono sereni e auspicano una vita più facile in Italia che nei loro paesi e sono volenterosi di rendersi utili per ringraziare la comunità che li ospita. Ieri e oggi infatti, hanno volontariamente aiutato la Comunità di Valleripa nella raccolta delle olive che si è conclusa sotto una pioggia scosciante ma il buonumore, i canti, i balli hanno dato ritmo al lavoro di sbattitura, raccolta e incassettamento delle olive degli oltre 700 ulivi che svettano sul pendio scosceso rivolto a sud che dal Monastero della Piccola Famiglia della Resurrezione, quasi arrivano al torrente Borello".

Padre Orfeo della Comunità di Valleripa, ha donato loro dei tessuti provenienti dall’Africa e subito i profughi si sono improvvisati stilisti disegnando i bozzetti delle vesti tipiche dei loro paesi che due esperte sarte, volontarie della Misericordia, realizzeranno nei prossimi giorni. "Questa esperienza carica di emozione – continua Domenico, volontario della Misericordia – ci permette di scoprire il senso cristiano di mettere in pratica in Vangelo tutti i giorni e di compiere Opere di Misericordia  a favore di chi si presenta davanti ai nostri occhi".

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