Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Profughi, Lucchi alla Lega: "Il modello Cesena funziona, via Sant'Agà è imposto dalla Prefettura"

Sull'accoglienza profughi e i problemi riscontrati nel centro di accoglienza di via Sant'Agà il Sindaco Lucchi replica al Consigliere regionale Pompignoli

Sull'accoglienza profughi e i problemi riscontrati nel centro di accoglienza di via Sant'Agà il Sindaco Lucchi replica al Consigliere regionale Pompignoli che parlava di fallimento del 'modello Cesena', fatto di un'accoglienza disseminata sul territorio e con piccoli gruppi di profughi. Per Lucchi, invece, “il modello Cesena non è fallito, ma servono modalità eque  che coinvolgano tutti i Comuni e garantiscano una ripartizione equilibrata nei vari territori”.
 
Replica Lucchi a Pompignoli: “Cesena accoglie profughi dal 2011. Purtroppo non lo hanno deciso i cesenati, né il Sindaco, né il Consiglio comunale: da allora l’emergenza sbarchi è stata sempre gestita direttamente dal Ministero dell’Interno, che ha iniziato a “ripartire” le persone sui diversi territori italiani. E mi pare di ricordare che il Ministro dell’Interno che ha avviato il modello di accoglienza tuttora in corso, fosse Roberto Maroni, attuale Presidente della Regione Lombardia e ancora oggi appartenente alla Lega Nord, partito del quale anche lei è un autorevole dirigente. O ricordo male?”

“Certo, da allora molte cose sono cambiate. E’ cambiato il Governo ed è cambiato il Ministro dell’Interno. Ma, soprattutto, sono aumentate le tensioni e le difficoltà di un Paese, come l’Italia, che deve fare i conti in solitudine con una emergenza umanitaria di portata epica. Per noi non è possibile lasciare morire in mare bambini, donne e uomini, anche se ogni giorno di più vediamo quanto sia difficile conciliare i sentimenti di chi da sempre o da tempo abita in Italia con le esigenze di chi è straniero ed ha perso tutto. Noi crediamo che l’accoglienza debba essere portata avanti, ma con modalità eque, coinvolgendo davvero tutti i comuni e con una ripartizione fra i territori equilibrata nei numeri. Per qualche tempo ciò è accaduto: Cesena è riuscita a condividere con la Prefettura locale un modello di accoglienza che per anni ha visto il coinvolgimento del Comune e l’apertura di strutture di piccole dimensioni (10-15 persone accolte), distribuite su tutto il territorio comunale. I profughi accolti sono stati fra i primi ad essere occupati in lavori socialmente utili e non ci sono mai state tensioni con la cittadinanza. Se per “modello Cesena”, lei si riferiva a questo, allora siamo ben lontani dal concetto del fallimento”.

Ed ancora: “Ciò che, invece, sta accadendo a Macerone è esattamente il contrario di tutto questo e nulla c’entra con le strutture di accoglienza coordinate dal Comune e dall’Unione Valle del Savio (nella quale le gioverà sapere che vi è grande compattezza di valori e di scelte, sebbene i Sindaci dei 6 Comuni abbiamo provenienze politiche trasversali). Ma quella struttura, come la parallela di San Carlo, è stata aperta da una associazione per decisione diretta della Prefettura, che ha completamente scavalcato il Comune e l’Unione dei Comuni. Per questo da tempo i 6 Sindaci del nostro territorio, assieme, stanno denunciando questa scelta, che giudichiamo non corretta nei confronti dei cesenati, che ci preoccupa molto dal punto di vista della sicurezza e che ci ha portati a comunicare alla Prefettura la decisione di sospendere le accoglienze nei nostri centri finché non si porrà rimedio a questa decisione sbagliata”.

“Caro Consigliere regionale, le rinnovo l’invito a visitare la nostra città ed i nostri servizi, prima di scriverne. Per riuscirci, le basterà aderire alla proposta che le ho avanzato molte volte in questi mesi ed aggiungo anche di essere pronto ad adeguare la mia agenda alla sua – che certamente sarà piena di impegni istituzionali di alto livello – per mettermi a disposizione e farle vedere dal vivo quella Cesena e quei cesenati che sino ad ora ha conosciuto solo per interposta persona. E con molta modestia, la invito anche ad evitare di lanciare dall’alto strali utili a produrre qualche articolo di stampa, cercando di far leva sulle paure e sulle preoccupazioni di coloro che ancora non conoscono, o hanno deciso di non conoscere, le ragioni dell’accoglienza. Non è cosa utile per nessuno. Forse, nemmeno per lei”, conclude Lucchi.

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