Profughi, l'affondo della Lega: "Su via Sant'Agà il fallimento del modello Cesena"

"Apprendiamo che il ministero non corrisponde da tempo le risorse ad associazioni e enti per il mantenimento degli immigrati, risorse che quindi sarebbero elargite momentaneamente da altri soggetti"

“L’ennesima lettera, questa volta ‘tematica’, dei soliti sindaci dell’Unione, con in testa Paolo Lucchi, per denunciare l’inciviltà e la pericolosità di richiedenti asilo ospitati nella struttura di via Sant’Agà a Macerone. Una situazione che si va a sommare alle altre situazioni a rischio che la Lega ha ripetutamente denunciato”. Lo afferma Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega Nord che sul mini hub di Macerone ha presentato ben due interrogazioni in Regione, l’8 luglio e il 16 agosto, rivolgendo alla Giunta Bonaccini, “guarda caso, le stesse accorate domande che oggi i sindaci, con in testa Lucchi, formulano al prefetto”.

“Si smentisce quindi totalmente la bontà del modello di accoglienza ‘made in Cesena’, come si leggeva in un quotidiano locale lo scorso 7 agosto. Quello cioè fondato su piccoli centri che ospitano un numero ridotto di immigrati. E’ evidente che neppure questo modello funziona, soprattutto quando mancano verifiche e controlli stringenti e severi. La situazione sembra essere allo sbando, quando anche le amministrazioni locali guidate da scafati sindaci del Pd sono costrette ad arrendersi di fronte all’evidente incapacità di affrontare il problema dei richiedenti asilo, paracadutati sul territorio. Sono gli stessi amministratori, giova ricordarlo, che criticavano la Lega quando in tempi non sospetti metteva in guardia sulle ricadute negative dell’accoglienza indiscriminata a stranieri che, magari, non avevano alcun diritto a richiedere la protezione internazionale”.

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“Ma questi episodi ci danno ragione anche su un altro fronte, quello delle risorse. Dalla stampa apprendiamo che il ministero non corrisponde da tempo le risorse ad associazioni e enti per il mantenimento degli immigrati, risorse che quindi sarebbero elargite momentaneamente da altri soggetti, secondo quanto afferma l’assessore cesenate al welfare. E apprendiamo anche che senza gli euro elargiti dal ministero certe associazioni si ritrovano con uno spirito meno caritatevole di quello dichiarato fino a poco tempo fa. Il timore è che, senza soldi, l’ospitalità diventi meno solidale e che, quindi, si determini la rivolta degli stranieri finora coccolati e abituati a vedere accolta ogni loro richiesta. Un pericolo sempre più reale”.

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