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Profughi al lavoro per pulire gli spazi intorno all’Abbazia del Monte

"Da qualche tempo - spiegano il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore ai Servizi per le Persone Simona Benedetti - gli ospiti di Oriola sono stati coinvolti nel progetto di volontariato ‘Attiviamoci per Cesena’"

Da secoli, per i cesenati, il 15 agosto è la festa della Madonna del Monte e in questo giorno sono migliaia i fedeli che salgono in pellegrinaggio all’Abbazia. In preparazione di questo speciale appuntamento, oltre agli operatori di Hera e del Comune, sabato entrerà in azione, per pulire e riordinare al meglio il piazzale antistante la Basilica, una squadra di volontari particolare. Gestita da Arci Solidarietà sotto il coordinamento dell’Asp Cesena Valle Savio, questa struttura (la prima ad aver aperto i battenti sul territorio comunale) ospita attualmente una ventina di migranti originari della Nigeria, del Mali e del Bangladesh.

"Da qualche tempo - spiegano il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore ai Servizi per le Persone Simona Benedetti - gli ospiti di Oriola sono stati coinvolti nel progetto di volontariato ‘Attiviamoci per Cesena’, che chiede a chi aderisce di prendersi cura in modo continuativo di un pezzetto di città. Così fin dalla primavera scorsa, ogni settimana, un gruppetto di giovani rifugiati, armato di scope e rastrelli,  sale sul colle Spaziano per contribuire a mantenere puliti e in ordine gli spazi intorno alla millenaria Abbazia. Un impegno che si conferma e si rafforza proprio in vista delle imminenti celebrazioni in onore della Madonna del Monte e che rappresenta una testimonianza importante delle ragioni dell’accoglienza sia per i profughi che per i cesenati".

"In questi tre anni di attivazione del progetto "Attiviamoci per Cesena", infatti, abbiamo constatato che in genere i richiedenti protezione  accettano positivamente la proposta di svolgere questi lavoretti, spinti anche dall’idea di restituire qualcosa alla città che li sta ospitando; al tempo stesso, sempre più di frequente, i cittadini  che li incontrano durante queste attività attacchino discorso, favorendo l’avvio del dialogo e della conoscenza reciproca”, proseguono

“Attualmente - spiegano Lucchi e Benedetti - sono oltre un centinaio i profughi che si sono messi a disposizione della nostra comunità: una quarantina di loro è impegnata nella pulizia di alcuni parchi, altri prestano servizio nel territorio del quartiere Cervese Nord (e hanno dato una mano a ripulire il sottopasso decorato poi dai bambini) o in altre zone della città, fra cui Borello. Da alcune settimane, infatti, i ragazzi (una quindicina in tutto) ospitati in una struttura all’interno del paese, si dedicano a turno allo spazzamento di alcune aree pubbliche. La frazione dimostra così, nel modo più eloquente, di aver superato in fretta le polemiche forzate alimentate da alcuni, per giungere alla piena accettazione”.

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