Processo Sapro, a 8 anni dal fallimento condannato l'ex direttore, pene più lievi per 5

Un complesso processo che vedeva imputate 22 persone, tra cui diversi politici, imprenditori, professionisti e rappresentanti di associazioni di categoria

Volge all'epilogo il processo “Sapro” in Tribunale a Forlì, almeno per quanto riguarda la sentenza di primo grado. Dopo 22 udienze spalmate in tre anni di un complesso processo che vedeva imputate 22 persone, tra cui diversi politici, imprenditori, professionisti e rappresentanti di associazioni di categoria, arriva la condanna per un solo capo d'accusa a 3 anni e mezzo per l'ex direttore Bruno Lama e altre condanne piuttosto lievi nei confronti di altri 5 imputati. Il processo riguarda il fallimento della società pubblica 'Sapro' dichiarata fallita nel 2010 con un carico di debiti da 110 milioni di euro. 

La società, fondata nel 1995 e partecipata da tutti gli enti locali, in primis i Comuni di Forlì e di Cesena, aveva il compito istituzionale di acquisire aree industriali per urbanizzarle e renderle così disponibili agli insediamenti produttivi senza speculazioni e con un assetto ordinato del territorio. Ma quando, con la crisi economica incipiente, l'edilizia si bloccò e l'economia pure con la sua necessità di insediare nuove attività produttive, crollò il castello della società immobiliare pubblica. In tutto questo ci sarebbe stata una cattiva gestione della cosa pubblica, ipotizzò la Procura della Repubblica (pm Filippo Santangelo), avviando una complessa indagine per bancarotta e mandando a processo i vertici della società. 

Il pubblico ministero Filippo Santangelo aveva chiesto la condanna di tutti i 22 imputati, ma il collegio giudicante (presidente Giovanni Trerè, Giorgio Di Giorgio e Antonella Zatini a latere) ha ritenuta fondata solo l'ultima delle accuse aggiunte in un secondo momento, a processo in corso, relativa ad una bancarotta fraudolenta avvenuta nelle fasi conclusive della vita di Sapro: Vittorio Croci, Luigi Barilari, Giuseppe Corzani, Gabriele Borghetti e Romeo Zanzani per questo sono stati condannati a due anni di reclusione, con la sospensione condizionale della pena. Pena più elevata per l'ex direttore Bruno Lama: tre anni e sei mesi di reclusione (la Procura chiedeva 6 anni di carcere). Assolti tutti gli altri imputati. I giudici, inoltre, non hanno indicato alcuna cifra per il risarcimento alla parte civile, vale a dire la curatela fallimentare, che pure aveva avanzato richieste per centinaia di migliaia di euro.

Assolti da tutte le accuse i vertici che nel tempo si sono alternati negli organi direttivi di Sapro: Daniele Mambelli, Leonardo Belli, Franco Farabegoli, Elvio Galassi, Nazario Venzi, Ubaldo Versari, Giorgio Contarini, Silvia Romboli, Valter Rusticali, Ilde Buratti, Lorenzo Gasperoni, Dino Ragazzini, Giorgio Paradisi, Widmer Spadoni, Silvano Timidei ed Alessandro Alberani.

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