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Processo Cassa di Risparmio, il pm chiede 9 condanne: "Precisa volontà di ingannare i soci"

Dopo un tour de force di numerose udienze nelle ultime settimane, si tirano le fila del processo che vede imputati gli ex vertici della Cassa di Risparmio di Cesena

Dopo un tour de force di numerose udienze nelle ultime settimane, si tirano le fila del processo che vede imputati gli ex vertici della Cassa di Risparmio di Cesena, la banca locale motore “storico” dell'economia cesenate, le cui insegne sono state “ammainate” la scorsa estate dopo 178 anni di storia, sostituite da quelle del gruppo bancario francese Credit Agricole. In Tribunale a Forlì è arrivato il momento della richiesta delle pene da parte della pubblica accusa. Nella sua requisitoria di circa un paio d'ore  il pm Francesca Rago ha ricostruito le azioni dei vecchi amministratori che, a suo giudizio, portarono alla crisi dell'istituto di credito, in particolare per quanto riguarda il credito di 47 milioni di euro con l'immobiliarista Isoldi, culminando con richieste di condanna fino a 1 anno e 10 mesi.

Il pm Rago ha chiesto 1 anno e 10 mesi di reclusione per l’ex presidente Germano Lucchi e per l'ex direttore generale Adriano Gentili,e un anno e 3 mesi per gli ex consiglieri Giovanni Maria Boldrini,  Francesco Carugati, Pier Angelo Giannessi, Mario Riciputi, e Giovanni Tampieri; per gli ex membri del collegio sindacale Vincenzo Minzoni, Luigi Zacchini. Come imputato, ma solo per responsabilità diretta, c'è la stessa Cassa di Risparmio, nella figura del legale rappresentante. Per la società la pubblica accusa ha chiesto una pena pecuniaria pari a 300 quote.

Come è noto, gli ex vertici della Cassa di Risparmio di fronte al collegio di giudici (Giovanni Treré presidente e Marco De Leva e Dora Zambelli a latere) devono rispondere dei reati di false comunicazioni sociali sul bilancio e ostacolo agli organi di vigilanza, in particolare la Banca d'Italia. Nel processo, che ha le dimensioni di una “class action” sono rappresentati anche 751 piccoli azionisti  tutelati dalle associazioni dei consumatori Adusbef (a cui si appoggia il Comitato dei risparmiatori presieduto da Davide Fabbri, con 310 parti civili) e Codacons. In totale  furono circa 13.300 gli azionisti che due anni fa si videro pressoché azzerare il valore delle loro azioni, passato da 16 euro a 50 centesimi. Tra i soci di maggior peso, le Fondazioni Bancarie, quella di Cesena – vale a dire il socio di riferimento principale prima della crisi – non si è costituita parte civile. Presente invece al processo, in qualità di danneggiata, c'è la Fondazione Cassa di Risparmio di Lugo e Banca del Monte.

Il processo prende in considerazione, in particolare, il bilancio consolidato del 2012 della Cassa di Risparmio di Cesena, nel quale per la Procura non sarebbe stato correttamente rubricato il credito che la banca vantava nei confronti del gruppo immobiliare Isoldi, classificato come “ristrutturato” nel bilancio quando invece per le accuse doveva essere inserito tra i crediti in sofferenza, anche su indicazione della Banca d'Italia che chiedeva maggiori accantonamenti. Questo avrebbe permesso di non esporre in bilancio maggiori perdite per 15 milioni di euro.

Per il pubblico ministero gli ex amministratori avrebbero avuto la "precisa volontà di ingannare i soci  invocando un inesistente impedimento informatico" nel poter rubricare gli ammortamenti da destinare al credito Isoldi. Nella sua requisitoria la pubblica accusa è andata a quell'inizio del 2013 quando alla banca cesenate sarebbero arrivate perizie che riducevano anche della metà il valore dell'impero immobiliare messo a garanzia dei crediti. Ma più si riducevano le coperture delle garanzie più - secondo il pm - il consiglio di amministrazione avrebbe operato nel bilancio per "camuffare" la situazione e non rubricare questa voce tra i crediti deteriorati, così come per non indicare le somme messe ad ammortamento come a compensazione di quel dossier creditizio. Questo perchè, per il pm Rago, gli imputati "non volevano collegare l'accantonamento allo specifico credito Isoldi perché le rettifiche erano triplicate in quell'anno". E questo anche a dispetto delle indicazioni degli ispettori di Bankitalia. La banca aveva già 239 milioni di crediti definiti in sofferenza, mentre quello di Isoldi per 47 milioni venne inserito al capitolo "ristrutturati"  Insufficiente, per la Procura, anche la promessa di indicare queste perdite l'anno successivo, nel bilancio relativo al 2013. 

Il tutto avvenne in un momento di crisi dell'istituto bancario. La banca, sull'orlo del precipizio, fu quindi acquisita dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi che “iniettò” risorse per 280 milioni di euro evitando il fallimento ed operando una “cura drastica”, per poi cederla a Credit Agricole, che l'ha acquisita in blocco assieme a Carim di Rimini e Cassa di Risparmio di San Miniato.

Il comitato dei risparmiatori CRC, presieduto da Davide Fabbri – forte dei suoi 618 aderenti “risparmiatori traditi”, in gran parte piccoli azionisti - ha già fatto sapere che, al di là, dell'esito di questo processo, sta valutando di aprire una nuova vertenza legale, di tipo civile, nei confronti del colosso francese che ha definitivamente acquisito la Cassa di Risparmio che recentemente ha lanciato e chiuso un'offerta pubblica di acquisto delle azioni ancora in mano ai piccoli azionisti. Tutta l'operazione dell'Opa ha permesso di acquisire il valore di 66% delle azioni oggetto dell'offerta (erano escluse le fondazioni bancarie e investitori istituzionali), portando Credit Agricole a detenere il 96,3% della banca cesenate, poi incorporata. "Le pene richieste sono basse - ha dichiarato Davide Fabbri dopo l'udienza - però è importante che si arrivi a qualcosa, è importante che sia soddisfatta la richiesta di giustizia di tanti risparmiatori".

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Marco Martines, Mariano Rossetti, Paolo Bontempi, Massimo Solaroli, Bruna Romagnoli, Luca Sirotti, Emanuela Orselli, Giovani Scudellari. Per le parti civili gli avvocati sono Vincenzo Bellitti, Bruno Barbieri, Lorenzo Casalboni, Gianluca Betti, Carlo Zoli, Luca Ferrini, Alessandro Sintucci, Danilo Mastrocinque, Yano Giovannini, Beatrice Capri, Massimo Belleffi, Antonio Baldacci e Grazia Angelucci.

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