Processo Cassa di Risparmio, la parola va al comitato dei 610 "azionisti traditi"

“Occorre condannare i colpevoli e risarcire le vittime. E' una pura e semplice richiesta di giustizia sociale. Reputiamo questa battaglia giusta e necessaria"

Nuova “puntata” nel processo in corso in tribunale a Forlì contro gli ex vertici della Cassa di Risparmio di Cesena. Martedì alle ore 9.30 riprende riprende il processo con un'udienza  in cui sarà chiamato a testimoniare Davide Fabbri in quanto portavoce del Comitato Difesa Risparmiatori CRC, formato attualmente da 610 aderenti, di cui 310 membri si sono costituiti parte civile nel processo, ai fini dell'ottenimento di un risarcimento dei danni subiti dal quasi azzeramento del valore delle azioni CRC. E' lo stesso Fabbri a renderlo noto.

Spiega Fabbri: “Da diversi anni racconto e scrivo della rete di complicità fra ex dirigenza della banca, politici, banchieri, imprenditori. CRC è stata la banca dei centri di potere della città, che hanno condizionato sensibilmente le scelte politiche ed economiche del territorio. Da anni scrivo quasi ossessivamente di questo, nel silenzio assordante e omertoso della città. La (ex) banca più influente del territorio ha subito nel 2016 un crac finanziario allucinante, frutto di scelte scellerate da parte del cda dell'istituto, banca finanziariamente morta se non ci fosse stato l'ingresso del Fondo interbancario di tutela dei depositi con 280 milioni di euro cash di aumento del capitale. Delle vittime nessuno se ne occupa: 13.300 azionisti che si sono visti pressochè azzerare il valore delle loro azioni, passato da 16 euro a 50 centesimi. Il nostro Comitato - formato al momento da 610 iscritti - ha voluto prendere in mano fin da subito la spinosa vicenda. Abbiamo lavorato per far sì che venissero accolte le nostre costituzioni di parte civile nel processo penale contro gli ex vertici di CRC”.
 
Ed ancora: “Occorre condannare i colpevoli e risarcire le vittime. E' una pura e semplice richiesta di giustizia sociale. Reputiamo questa battaglia giusta e necessaria, nel vuoto e nell'indifferenza della quasi totalità della politica, dell'associazionismo economico, del mondo imprenditoriale e delle istituzioni. Le battaglie giuste vanno portate avanti, per stare dalla parte di chi si è visto calpestare alcuni diritti elementari”. Nel processo gli azionisti che si sono costituiti parte civile sono in totale 751. Rilevanti sono la costituzione di parte civile della Fondazione Cassa di Risparmio di Lugo e di Banca d'Italia. Il collegio giudicante è presieduto dal giudice Giovanni Trerè e dai giudici a latere Dell'Eva e Zambelli e la sentenza è prevista nel mese di novembre.

Nel sera di martedì si terrà inoltre un'assemblea del comitato creditori, alle ore 20.45, presso la sala di Piazza Anna Magnani 143 a Cesena. Verranno affrontati come temi l'aggiornamento del processo penale in corso presso il tribunale di Forlì ed eventuali azioni civili di risarcimento danni a fronte dell'approvazione del progetto di fusione fra Cassa Risparmio Cesena e Crédit Agricole Cariparma.

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