Si giocò 9 milioni dei clienti al casinò, condanna per frode fiscale. La perizia: "E' malato"

Un anno e sei mesi (con sospensione della pena) la condanna inflitta all'ex broker di san Piero in Bagno per frode fiscale

Silvio Vannini, 65 anni, l'ex broker di San Piero in Bagno, accusato di essersi giocato al casinò oltre nove milioni di euro che parenti, amici e clienti gli avevano consegnato allettati da interessi molto invitanti, ha rimediato una condanna per frode fiscale. E' l'esito del procedimento collaterale a quello che vede il 65enne alla sbarra per le truffe e i raggiri che avrebbe operato per diverso tempo, prima di autodenunciarsi nel 2015.

Un anno e sei mesi (con sospensione della pena) la condanna inflitta a Vannini dal giudice monocratico Marco De Leva, nell'udienza che si è tenuta giovedì al tribunale di Forlì. La richiesta del pm Francesco Buzzi era di due anni di reclusione. In pratica Vannini paga, in primo grado, il fatto di non aver dichiarato al fisco i grossi proventi che avrebbe carpito alle sue vittime, somme di denaro che l'ex broker si giocava al casinò. 

Vannini era considerato un "mago" della Finanza ed era molto abile a farsi consegnare il denaro anche dai parenti, conoscenti e amici. Come sottolinea l'avvocato Giordano Anconelli, che difende il 65enne, "il giudice ha concesso le attenuanti generiche, considerando presumibilmente chè in questa vicenda è dominante la ludopatia di Vannini. Aspettiamo tra 90 giorni le motivazioni della sentenza che impugneremo".

Una storia che ha dell'incredibile, e prende avvio il 15 marzo 2015 quando Vannini si presenta alle Fiamme Gialle di Forlì vuotando il sacco, prima di costituirsi un sms ai clienti che li informava di aver dilapidato i loro risparmi al Casinò di Venezia. 

L'ex broker non era presente in aula giovedì, "Ha problemi di salute e si trova ancora in una comunità". A studiare la sua mente anche una perizia del noto psichiatra, molto attivo in tv, Alessandro Meluzzi. "Ha riscontrato - spiega l'avvocato Anconelli - una forma talmente grave di ludopatia che sfocia in malattia, basti pensare che in un anno ha fatto 145 accessi al casinò di Venezia". Un processo, quello principale, che proseguirà il 27 novembre, quando sfileranno diversi testimoni, si tornerà a parlare delle presunte truffe che Vannini metteva in atto per poi giocarsi i soldi di parenti, amici e ignari clienti.

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