Giovani e il problema della casa: "Le istituzioni possono fare di più"

"Gli interventi pubblici sul tema dell’accesso alla casa sono insufficienti, e pur in una situazione di risorse scarse riteniamo che ci siano spazi da parte delle istituzioni per fare di più", viene evidenziato

Si è conclusa l’analisi del problema dell’accesso alla casa di "Laboratorio Cesena". A partire da febbraio era stata avviata una fase di ascolto per comprendere quali fossero le difficoltà pratiche che gli under-40 cesenati incontrano nel momento in cui decidono di acquistare la prima casa di proprietà. Il movimento giovanile ha quindi lanciato un questionario on-line, con circa 150 partecipanti, nel quale sono emersi vari spunti come il persistente problema di accesso al credito, l’importante ruolo economico della famiglia, la difficoltà a trovare abitazioni confacenti alle proprie esigenze, prezzi degli immobili ancora piuttosto elevati rispetto alle zone limitrofe, ed infine la difficoltà a stimare correttamente e a sostenere tutte le spese accessorie all’acquisto.

Successivamente si sono svolti incontri con esponenti del mondo economico e istituzionale (Bruno Piraccini, presidente di Orogel, Giancarlo Petrini, direttore del Credito Cooperativo Romagnolo, Giampaolo Magnani, agente immobiliare, Stefano Bernacci, segretario Confartigianato Cesena, Carlo Battistini, vicesindaco). “Gli incontri e i tanti contatti di questi mesi sono stati preziosissimi – dichiarano i ragazzi di Laboratorio Cesena – e ringraziamo tutti coloro che hanno dedicato tempo ed attenzione per permetterci di comprendere meglio le dinamiche del problema “casa” per i giovani cesenati, sia dal punto di vista della “domanda” che dell’”offerta”. Dai dati raccolti emerge come l’acquisto della prima casa da parte dei giovani cesenati sia molto difficile, anche per persone che non vivono situazioni di disagio economico conclamato, e sarebbe quasi impossibile se le famiglie non intervenissero con contributi economici o firme in banca. Certamente questa è una delle motivazioni per cui esiste un discreto fenomeno migratorio giovanile verso i comuni limitrofi, dove le case costano meno, ma più in generale è un fattore che complica la possibilità di rendersi autonomi e magari costituire una propria famiglia”.

“In aprile abbiamo presentato i primi risultati dello studio ed alcune proposte concrete per provare a migliorare la situazione. Ma il lavoro non si può fermare qui. Gli interventi pubblici sul tema dell’accesso alla casa sono insufficienti, e pur in una situazione di risorse scarse riteniamo che ci siano spazi da parte delle istituzioni per fare di più. Tra un anno si terranno le elezioni comunali a Cesena, e vorremmo cogliere questa occasione per impegnare le forze politiche disponibili a porre nei loro programmi il tema dell’accesso alla casa per i giovani. Per questo abbiamo predisposto un protocollo di intenti, che sottoporremo nelle prossime settimane a tutte le forze interessate (politiche, economiche, sociali), con l’obiettivo di raccogliere il più ampio consenso possibile ma anche di verificare periodicamente i concreti passi in avanti che verranno fatti su questo tema”. Per informazioni e contatti: laboratoriocesena@gmail.com

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