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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Dai piccoli ai maturandi, oltre 17mila cesenati attendono la prima campanella

Il sistema dei servizi educativi sta scaldando i motori per rispondere alle esigenze dei circa 17.500 bambini e ragazzi che rappresentano l’intera popolazione scolastica cesenate dal nido fino alle soglie della maturità

Conto alla rovescia per la ripresa dell’attività scolastica: i primi a tornare in aula, giovedì 11 settembre, saranno i piccoli delle scuole per l’infanzia e dei nidi comunali, mentre per  tutti gli altri, dalle materne statali alle scuole superiori, la campanella suonerà lunedì 15 settembre. Complessivamente, entro la metà di settembre apriranno i battenti 15 nidi (di cui 7 comunali e 8 privati convenzionati), 30 scuole dell'infanzia (9 comunali, 17 statali e 4 autonome), 24 scuole elementari (23 statali ed 1 paritaria), 11 scuole medie (10 statali ed 1 paritaria) e 11 scuole superiori (9 statali e 2 paritarie).

Intanto, il sistema dei servizi educativi sta scaldando i motori per rispondere alle esigenze dei circa 17.500 bambini e ragazzi che rappresentano l’intera popolazione scolastica cesenate dal nido fino alle soglie della maturità. "Come sempre - dichiarano il sindaco Paolo Lucchi e l'Assessore ai servizi per le persone Simona Benedetti - l'avvio dell'anno scolastico costituisce per tutte le istituzioni coinvolte, quindi anche per il Comune, un grande impegno. Siamo consapevoli, infatti, di quanto sia importante per i nostri ragazzi, le loro famiglie, tutto il personale docente, trovare a scuola le migliori condizioni di qualità dell'offerta formativa e di vivibilità e stiamo facendo a tal fine tutto quanto è nelle nostre possibilità".

"E proprio da questa consapevolezza è scaturita la scelta contenuta nel bilancio 2014 di aumentare di 900mila euro le risorse destinate alla scuola, interamente finalizzate a  garantire la qualificazione continua dei servizi a beneficio dei bambini che ne usufruiscono, e delle loro famiglie - continuano gli amministratori -. Utilizzeremo questa somma per accrescere le attività educative ed ausiliarie nelle materne, dare un maggior supporto ai servizi ausiliari nelle scuole elementari, estendere le convenzioni con le materne autonome, dare un maggiore sostegno alle famiglie per l’accesso al nido. Ed è importante ricordare che una fetta consistente (+322.000 euro per un totale di quasi 1 milione di euro) servirà per il sostegno all’handicap negli istituti statali di ogni ordine e grado, sopperendo così alle carenze dello stato ed assorbe oltre un terzo dell’aumento complessivo previsto dal Comune per le scuole”.   

Sono 2385, pari alla quasi totalità della popolazione fra i 3 e i 5 anni, i bambini cesenati che frequenteranno le scuole per l’infanzia nell’anno scolastico 2014/2015. Come succede già da molti anni, tutte le domande d’ammissione sono state accolte e tutti gli iscritti vecchi e nuovi hanno trovato posto, distribuiti fra le strutture comunali, statali e paritarie. Nella mappa delle scuole per l’infanzia ci sono 9 plessi comunali, per un totale di 27 sezioni, con 680 bambini iscritti (di cui 9 con handicap); 17 plessi statali, per 52 sezioni, che accolgono 1350 bambini; 4 plessi autonomi, per 12 sezioni, con 355 bambini iscritti.

Ancora in fase di assegnazione i posti nei nidi comunali e convenzionati, ma anche in questo caso sembra confermata la tendenza degli ultimi anni, che vede praticamente azzerata la lista di attesa. Sono 315 i bambini da 0 a 3 anni iscritti nei 7 nidi comunali (che complessivamente mettono a disposizione 17 sezioni), mentre 237 hanno fatto domanda per i posti convenzionati messi a disposizione da 8 nidi privati. A completare il quadro ci sono i 44 piccoli iscritti alle sezioni ‘primavera’ convenzionate, i 12 che usufruiranno dei servizi convenzionati in Comuni limitrofi, i 4 fruitori di voucher e i 30 iscritti al Centro giochi. Complessivamente, sono 642 i bimbi cesenati che usufruiscono dei servizi per la fascia d’età 0-3 anni attivati dal Comune.

Martedì prossimo, intanto, si terrà l’ormai tradizionale incontro con gli operatori dei nidi e delle materne comunali, alla ripresa dell’attività dopo la pausa estiva. Si tratta di un drappello di circa 200 persone, fra insegnanti, ausiliari e cuochi di ruolo o incaricati. E a questo proposito vale la pena di ricordare che, per soddisfare completamente il fabbisogno di personale nelle strutture per l’infanzia comunali in modo da garantirne l’attività, l’Amministrazione ha scelto di confermare per un ulteriore anno la formula già sperimentata nel 2013/14, con l’affidamento ad Asp della gestione amministrativa di sette sezioni di scuola materna e di due sezioni di nido, consentendo così di poter continuare ad assegnare gli incarichi a tempo determinato che il Comune non può affidare per i vincoli imposti dal patto di stabilità. Ma, esattamente come lo scorso anno, il Comune manterrà il coordinamento pedagogico educativo, unico per tutte le scuole.

Entrando nel dettaglio, nei nidi comunali nel prossimo anno scolastico saranno impegnate 49 insegnanti - di cui 37 di ruolo, 5 con incarico affidato dal Comune, 7 su incarico di Asp (comprese tre insegnanti di sostegno) -, 15 ausiliari di ruolo e 2 incaricati dall’Asp. Nelle materne, invece, opereranno 73 insegnanti: di loro sono di ruolo 36, a cui dal 1 settembre se ne aggiungeranno 8 appena assunte secondo il programma avviato dal Comune lo scorso anno; altre 6 sono incaricate direttamente dal Comune, mentre 23 (fra cui 9 insegnanti di sostegno) sono incaricate da Asp. Completano il quadro 17 ausiliari di ruolo e 14 incaricati da Asp. Infine, i cuochi a servizio dei nidi e delle scuole materne comunali e statali sono 31 (27 di ruolo, di cui 21 a tempo pieno e 6 part time) e 4 incaricati.

Lo scorso anno il servizio di refezione scolastica ha prodotto oltre 500mila pasti, di cui circa 341mila per i  nidi e le materne e quasi 163mila per le scuole primarie e secondarie, con una media di 4500 utenti al giorno. La spesa complessiva sostenuta dal Comune per questo servizio ammonta a 3 milioni e 758mila euro, a fronte di un incasso di 3 milioni e 212mila euro, che coprono l’85% del servizio.

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