Natale senza neve, ma con l'ombrello: "Possibilità di deboli piogge"

L'esperto ricorda che la dama bianca manca dal 25 dicembre del 1990, quando si ebbero deboli nevicate anche in pianure che però portarono ad accumuli scarsi se non nulli

Natale e Santo Stefano con nuvole e deboli piogge, più intense sui rilievi. Questa la previsione meteo di Pierluigi Randi, meteorologo/previsore di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com. Anche quest'anno sarà un Natale senza neve. L'esperto ricorda che la dama bianca manca dal 25 dicembre del 1990, quando si ebbero  deboli nevicate anche in pianure che però portarono ad accumuli scarsi se non nulli.

L'inverno quello vero al momento stenta a decollare, come aveva annunciato già in passato Randi in una precedente intervista a RomagnaOggi.it. Salvo l'episodio di fine novembre, quando la neve comparve a tratti anche in pianura, la nostra regione è stata protetta da incursioni fredde complice la presenza dall'anticiclone. Il meteorologo annuncia che "la possibilità che un tentativo di svolta può verificarsi nella seconda parte della stagione".

Qual è l'attuale situazione atmosferica?
Attualmente sullo scacchiere euroatlantico c'è il netto predominio di una estesa e profonda struttura depressionaria, con i minimi tra Groenlandia e nord Atlantico, che continua a sfornare numerose perturbazioni oceaniche che da ovest verso est transitano su tutto il continente europeo. Solo il settore meridionale e mediterraneo è in parte protetto dalla fascia anticiclonica subtropicale che riesce ad arginare oltre le Alpi le parti più consistenti dei fronti. Tale assetto è tipico di fasi nelle quali il vortice polare è molto vigoroso e compatto il quale determina forti venti occidentali in quota, con correnti "zonali" molto intense. Normalmente in questi casi le masse d'aria molto fredde che stazionano a latitudini artiche non riescono ad avanzare verso sud, determinando su tutto il continente un quadro termico sostanzialmente superiore alla norma stagionale con fasi piovose e/o ventose ma senza le classiche irruzioni fredde tipiche dell'inverno.

Anche quest'anno non sarà un bianco Natale....
Possiamo già affermare che non lo sarà, infatti saremo sì attraversati da una perturbazione atlantica, ma essa sarà preceduta ed accompagnata da correnti assai miti meridionali che faranno salire le temperature rispetto ai valori attuali (già non particolarmente bassi) anche nelle zone di pianura e lungo la costa laddove in questi giorni permane una inversione termica associata a nebbie, ma questa sarà spodestata dai venti meridionali. Solo sul finire del passaggio perturbato si potrà assistere a deboli nevicate a partire da quota 800-1000 metri, ma in pianura e lungo la costa non sarà un bianco Natale.

Il 25 avremo cielo irregolarmente nuvoloso ma con poche piogge (fenomeni solo locali e di modesta entità); solo sul crinale appenninico di confine potrà piovere intensamente; venti a tratti anche forti da SSE con mare molto mosso o agitato e temperature massime superiori a 10°C. Il 26 probabilmente ci sarà occasione per piogge deboli-moderate al mattino, con neve solo sulle cime appenniniche; migliora dal pomeriggio con fenomeni in esaurimento. Venti ancora sostenuti di provenienza meridionale al mattino, in rotazione ad ovest dal pomeriggio, e temperature massime ancora miti, ma con tendenza a lieve calo tra pomeriggio e serata.

Quanti anni indietro bisogna andare per ricordare l'ultima nevicata anche in pianura a Natale?
Se consideriamo il periodo natalizio occorre risalire al 25 dicembre 2001 quando si ebbero dal tardo pomeriggio nevicate diffuse anche in pianura e lungo la costa. Se invece facciamo riferimento esattamente al giorno 25 dobbiamo andare ancora più indietro nel tempo, ovvero al 25 dicembre 1990 con deboli nevicate anche in pianure che però portarono ad accumuli scarsi se non nulli. Una candida e soffice notte di Natale si ebbe esattamente tra il 24 e 25 dicembre 1963, ed in questo caso il manto nevoso al suolo fu discretamente abbondante su tutta la Romagna.

Qualche indicazione per Capodanno?
Per Capodanno il quadro generale non dovrebbe essere dissimile da quello che ci interesserà per il periodo natalizio, ovvero con il predominio di correnti atlantiche che potranno dirottare verso la nostra penisola una nuova perturbazione accompagnata e seguita però da aria un pò più fresca; di conseguenza per il primo del nuovo anno non si possono escludere piogge sparse e nevicate intorno a quota 800-1000 metri. Questo scenario andrà comunque confermato nei prossimi giorni.

Al momento la previsione di un inverno mite si sta confermando come ci aveva annunciato. Le tendenze a medio lungo termine ribadiscono quanto da lei detto, con una recrudescenza del freddo verso la seconda metà di febbraio?
Attualmente sembrano confermati gli scenari di una prima fase invernale sostanzialmente mite e solo a tratti piovosa. Una possibile inversione di tendenza appare plausibile solo a partire dalla seconda/terza decade di gennaio quando le intense correnti occidentali dovrebbero cominciare ad ondularsi maggiormente con possibilità di più corposi scambi meridiani.

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Normalmente il tipo di circolazione attualmente in atto tende ad essere alquanto conservativo e per avere modificazioni sostanziali serve diverso tempo, tanto che non si può nemmeno escludere che la situazione possa proseguire per tutta la stagione. Oppure un decorso che presenta alcune analogie con la situazione attuale è quello dell'inverno 1990-1991, quando a febbraio si ebbe un evento di gelo e neve assai severo dopo una prima parte della stagione mite ed "atlantica". Insomma è ancora presto per tracciare scenari definitivi, ma la possibilità che un tentativo di svolta si abbia nella seconda parte della stagione è ad oggi preferibile.

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