Meteo, l'esperto: "Dopo le piogge arriva il freddo dal Nord Europa"

E' una prima decade di marzo decisamente "pazzerella". Dalle piogge intermittenti degli ultimi giorni si passerà ad una seconda parte della settimana condizionata da un colpo di coda invernale

E' una prima decade di marzo decisamente "pazzerella". Dalle piogge intermittenti degli ultimi giorni si passerà ad una seconda parte della settimana condizionata da un colpo di coda invernale per effetto di un'irruzione di aria fredda dal Nord Europa, che determinerà un deciso calo termico. Non sono da escludersi fenomeni di instabilità, associati a possibili episodi temporaleschi che potrebbero addirittura assumere carattere nevoso a quote molto basse.

Pierluigi Randi, meteorologo-previsore di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com, è un inizio di marzo piovoso. Ma da metà settimana è atteso un colpo di coda invernale...
"In effetti la prima decade di marzo 2013 ha visto precipitazioni assai frequenti anche se non particolarmente intense (accumuli decadici in regione compresi tra i 30 e 40 mm), come accade tipicamente nel perioo primaverile (meteorologicamente la primavera è iniziata l'1 marzo). Non dimentichiamo infatti che la primavera soleggiata, mite e favorevole alle attività all'aperto, essiste solo nell'immaginario collettivo: in realtà i dati climatologici dicono ben altro, e cioè che si tratta della seconda stagione più piovosa dell'anno dopo l'autunno e con un numero medio di giornate piovose discretamente elevato, specie nel bimestre marzo-aprile; ovviamente non mancano i periodi di bel tempo con temperatura gradevoli, ma avere piogge frequenti è in questo periodo dell'anno del tutto normale. L'anomalia si ebbe semmai nel marzo dello scorso anno, che fu caldissimo ed estremamente secco. Chiaramente se consideriamo anche i mesi di gennaio e febbraio 2013 (specie quest ultimo) tutta la regione è in decisa anomalia pluviometrica positiva, ma questa rappresenta una buona notizia dopo le gravi siccità del 2011 e 2012".

C'è il rischio che la neve possa tornare anche in pianura?
"Dai dati attualmente a disposizione è una eventualità alquanto remota, anche se nella seconda parte della settimana assisteremo ad una irruzione di aria fredda, proveniente dal nord Europa, che raggiungerà probabilmente il picco tra venerdì e domenica della prossima settimana, e che determinerà un deciso calo termico con ritorno a valori più tipicamente invernali. L'aria in ingresso sarà piuttosto secca e quindi poco incline a determinare precipitazioni, tuttavia in questo periodo stagionale le condizioni termodinamiche nei bassi strati possono già divenire favorevoli all'innesco di attività temporalesca qualora giunga aria molto fredda anche in quota; ecco perchè potrebbero manifestarsi episodi di instabilità, specie nelle ore pomeridiane su rilievi e pianure interne, di notte lungo la costa, con brevi rovesci di neve anche a quote molto basse; difficile dire se raggiungeranno le pianure o meno (mancando ancora 5-7 giorni), ma nel passato in situazioni similari non sono mancate, sebbene con accumuli scarsi al suolo. Neve a quote basse non è da escludere anche nella serata di giovedì prossimo, quando l'ultima depressione atlantica appartenente alla lunga serie che ci ha interessato negli ultimi 10 giorni e che continuerà a farlo fino a mercoledì, richiamerà, muovendosi verso ESE, l'aria fredda nordeuropea che nel frattempo si sarà addossata all'arco alpino. Se tra la serata di giovedì e la mattinata di venerdì ci saranno ancora precipitazioni, queste potranno risultare nevose anche a quote molto basse per il periodo, ma su eventuali rischi per la pianura si avranno maggiori indicazioni non prima di 48 ore dell'evento, quando si potranno fare valutazioni in base ai modelli fisico-matematici ad area limitata (LAM)".

Marzo si conferma "pazzarello". In passato ci sono state ondate di freddo importanti per questo periodo?
"Certamente, ed alcune di esse furono molto severe. Anche questa, peraltro, è una condizione tipica della primavera alle nostre latitudini: si tratta infatti di una cosddetta stagione di "transizione" (le due stagioni principali sono inverno ed estate), e come tale mischia i caratteri della stagione precedente (specie nella prima parte) con quelli della stagione successiva (seconda parte); dunque, avere fasi quasi invernali nella prima parte della stagione (marzo) e quasi estive nella seconda parte (maggio) rientra nel novero delle possibilità, ed è da considerarsi del tutto normale. Le ondate di freddo marzoline più severe si ebbero nel 1929, con nevicate diffuse e temperature fino a -10°C su ravennate; ad inizio marzo 1949, con temperature minime fino a -9/-10°C su pianure di lughese, faentino e forlivese; nel marzo 1963 con temperature minime fino a -8°C su comparto ravennate e forlivese; nel marzo 1973 con temperature minime fino a -8°C; marzo 1976 con 20-30 cm di neve su pianure delle province RA/FC tra i giorni 8 e 9; marzo 1987 con temperature invernali fino a metà mese (minime fino a -8°C su lughese e faentino); nel marzo 2005 con minime fino a -9° su pianure, minima assoluta di ben -14.0°C a Rocca San Casciano il giorno 2 e nevicate diffuse il giorno 3; e per finire 9-10 marzo 2010 con abbondanti nevicate anche in pianura (20-25 cm) e marzo 2011 con 30 cm di neve il giorno 2 su forlivese e cesenate. Insomma colpi di coda invernali nei primi 15 giorni di marzo non sono infrequent"i.

La primavera meteorologica è iniziata all'insegna delle perturbazioni atlantiche, quando arriverà un po' di sole?
"In base agli scenari descritti attualmente dai modelli a lungo termine è probabile si debba attendere la terza decade del mese, con segnali un poco più consistenti circa la prevalenza di campi di alta pressione e contemporanea respinta del flusso perturbato atlantico verso latitudini più elevate; naturalmente tali segnali dovranno trovare conferma nei prossimi giorni".

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