"Preveniamo gli incidenti", i medici raccontano agli studenti "i traumi di tutti i giorni"

Durante l’incontro è stata più volte ricordata l’importanza della multidisciplinarietà e integrazione tra i vari medici, infermieri, agenti e personale

"Preveni…amo" è nata per aiutare i più giovani e in particolare gli studenti delle Scuole Superiori a conoscere e prevenire i politraumi, in particolare da incidente stradale, e nelle numerose edizioni ha visto partecipare medici del Trauma Center dell'Ausl Romagna, professionisti degli Ospedali della Romagna, medici ed esperti del SERT di Forlì, ed esperti della Polizia Municipale. Questa volta si è proposto un confronto diretto con gli studenti universitari del Campus cesenate.

Nell'incontro di venerdì, dopo un saluto introduttivo del Presidente del Campus di Cesena Massimo Cicognani sono intervenuti: Luca Ansaloni, Vanni Agnoletti, Carlo Fabbri, Luigino Tosatto e Costanza Martino,  Medici del “Trauma Center” dell’ Ospedale M. Bufalini di Cesena e dell’Ospedale G.B. Morgagni di Forlì. Luca Venturini, agente scelto della Polizia Municipale del territorio di Cesena e Montiano.
Durante l’incontro è stata più volte ricordata l’importanza della multidisciplinarietà e integrazione tra i vari medici, infermieri, agenti e personale che si dedica a questa iniziativa di prevenzione ma che soprattutto agisce quotidianamente “sul campo”, ciascuno con le proprie competenze ma in totale sinergia di intenti per potenziare l’intervento di soccorso e cura verso le vittime degli incidenti stradali.

Anche il professor Alessandro Ricci del Dipartimento di Informatica Scienze e Ingegneria, presente in aula, è stato invitato a fare un breve intervento in quanto ha supportato i medici del Trauma Center per ottimizzare un sistema di  gestione informatica nel loro lavoro quotidiano all’Ospedale Bufalini, ed ha ribadito l’importanza dell’unione tra le competenze di ciascuno per potenziare i risultati. Alla domanda: Quale potrebbe essere il contributo dell’Università, nello specifico degli informatici, nel campo medico?  Il professor Ricci risponde: “Mettendo insieme ingegno e competenze. Noi collaboriamo con il “trauma team” come gruppo di ricerca per trovare dei sistemi informatici da sperimentare al Trauma Center, a supporto del loro lavoro. Il discorso che è emerso oggi è l’importanza dell’interdisciplinarietà dinanzi a cose complesse come un trauma. Oggi è possibile mettere insieme tanti punti di vista, tante competenze diverse, dai medici che possono sfruttare tecnologie che li possono aiutare nel loro lavoro”. 

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Gli studenti hanno potuto quindi rendersi conto che con i loro studi un giorno potranno far parte di questa connessione di intenti e di competenze per dare il loro contributo in ambiti apparentemente distanti come la traumatologia e l’informatica, ed hanno visto con filmati e ascoltato con racconti, cosa significa prevenzione e perché è sempre più necessario adoperarsi in tal senso. Come Laura, una studentessa che oggi ha detto: “Mi hanno colpito in particolar modo i racconti veri, di vita vera, di quello che succede tutti i giorni, storie raccontate da persone, da medici che vedono con i loro occhi i traumi e che li vivono in prima persona. Oggi abbiamo toccato con mano che da un momento all’altro potrebbe finire tutto e vale la pena stare attenti e prestare la giusta attenzione quando si guida, senza telefono o altre distrazioni”;  o ancora Fatna: “Mi ha colpito il fatto che non è un evento tecnico (basato sul fatto di indossare la cintura), non è la classica “sgridata” ma punta tanto sull’aspetto emotivo, l’aspetto umano dei medici. Sentire parlare un chirurgo che racconta storie reali e sentire l’emozione nella sua voce, la tristezza che ne scaturiva mi ha colpito davvero tanto. Fin da subito starò ancora più attenta. Oggi è aumentata la mia consapevolezza in merito al problema degli incidenti stradali”.

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