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Un libro sull'eroe di guerra Mario Angeloni, l'autore Traquandi: "Un grande stimolo"

Mario Angeloni era originario di Perugia dove nacque nel 1896, ma cesenate d'azione, perchè sposò Giaele Franchini

Davanti ad un numeroso pubblico mercoledì è stato presentato assieme all'autore al circolo Pri – Endas di Martorano di Cesena il libro "Mario Angeloni, profilo biografico, documenti e testimonianza", scritto da Renato Traquandi per i tipi di Volumnia editrice. Forse ai giovani non dirà molto questo nome di Mario Angeloni, ma i non più giovani e gli storici conoscono molto bene questa figura di cesenate d'adozione, era originario di Perugia dove nacque nel 1896, perchè sposò Giaele Franchini, figlia dell'avvocato Enrico Franchini, repubblicano ed ultimo sindaco di Cesena prima del fascismo. Di famiglia repubblicana Angeloni fu eroe di guerra nella prima conflitto mondiale, dove venne decorato con una medaglia d'argento, e morì in battaglia nel 1936 a Monte Calvo in Spagna mentre era  alla guida di reparti antifranchisti italiani composti da repubblicani ed anarchici.

"Una figura che non è certo nel dimenticatoio della storia - ha affermato Alberto Gagliardo dell'Istituto Storico della Resistenza di Forlì-Cesena - la sua importanza come soldato e politico fu fondamentale nella lotta antifascista e antifranchista nella preguerra mondiale ponendo le basi della resistenza al nazi-fascismo che si svilupperà alcuni anni dopo. Rappresentò il fulcro dei quarantenni che allora si ribellarono al fascismo, lasciando una avviata attività di avvocato a Cesena per morire, seguendo i principi mazziniani impartitegli dalla famiglia, in un combattimento praticamente senza speranza a Monte Calvo in Spagna'".

"Non dobbiamo dimenticare - ha proseguito Serena Innamorati, già vice direttrice della biblioteca storica di Perugia, dove si conserva l'autentica stesura con firme autografe dei triunviri della Costituzione della Repubblica Romana del 1849 - che fuggito a Parigi, per le violenze subite, qui  Mario Angeloni fu anche segretario del Partito Repubblicano in esilio, amico di Randolfo Pacciardi e comandante in Spagna di una colonna dove il numero maggiore di miliziani era costituito da anarchici per forza di cose piuttosto autonomi e insofferenti di qualsiasi autorità. Lui con la forza che gli davano le idee mazziniane e le indiscusse capacità di ufficiale combattente e decorato in guerra seppe imporsi e farsi rispettare. Lo seguirono tutti fino all'ultimo sacrificio".

"Il passato - ha concluso Traquandi - deve essere maestro del presente, in particolare in queste epoche di profondo malessere e di incertezza sul futuro. La giovane fidanzata del figlio di un mio caro amico si mise a ridere quando, ascoltandoci, senti dire che avevo scritto un libro su un personaggio morto da più di ottanta anni. Si è ricreduta leggendolo perchè si è resa conto che Mario Angeloni può essere una guida per tutti coloro che si affacciano all'età adulta, se non altro per il modo coerente di come ha condotto la propria esistenza portandola all'estremo sacrificio. Io spero che i giovani che leggeranno questo mio scritto giungano alle stesse conclusioni. Da parte mia debbo dire che lavorare su Angeloni, la sua figura e il suo operato, mi hanno stimolato a dare il meglio di me nel rappresentarlo. Spero di esserci riuscito".

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