Povertà, in dieci anni aumentate del 60% le persone seguite dai servizi sociali

"Le famiglie povere - ha continuato l'assessore - da 800 sono passate a 1600, praticamente sono raddoppiate"

Le persone seguite dai servizi sociali a Cesena sono aumentate del 60% in 10 anni. Una cifra che la dice lunga sulla crisi che ha attraversato l'Italia, e la nostra regione, portando a fondo le persone che erano al limite della difficoltà. Ma non solo. Anche Cesena, come altre realtà, ha visto crescere la povertà negli strati medi della popolazione. A fornire questi dati è stata l'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Cesena, Simona Benedetti, durante il convegno "Romagna Welfare" alla Fiera di Pievesestina. Dati che spiegano come sia ancora forte la rete sociale del Comune, ma come prima o poi possa non reggere più davanti a una crescita esponenziale come è avvenuta in questi ultimi anni.

"Le famiglie povere - ha continuato l'assessore - da 800 sono passate a 1600, praticamente sono raddoppiate. I senza fissa dimora che nel 2009 erano 3 a Cesena, ora sono una cinquantina. I bambini ritenuti sotto la soglia di povertà, 10 anni fa erano 170, oggi sono più di 600". Ma sono aumentati anche i non autosufficienti, quelli per cui famiglie e Comuni devono comunque provvedere al loro sostentamento e alla cura quotidiana. Essendo aumentata del 10% la popolazione ultrasessantacinquenne (su 97 mila abitanti gli over 65 sono 24 mila e la metà di 24 mila sono over 75) sono aumentate anche le richieste di servizi e di cure. E' bello sapere che a Cesena si diventa anziani perché è sintomo di una società che sta bene, ma è anche costoso. Gli anziani necessitano di servizi maggiori e il sistema sociale, laddove non riescono i privati, deve provvedere.

E gli stranieri? "Visto che se ne parla tanto in questi giorni - ha concluso Simona Benedetti - e alcuni partiti sono abituati a costruirci le loro compagne elettorale, ci tengo a dire che a Cesena ci sono 9 mila stranieri, il 9,2% della popolazione, contro un dato regionale che è al 12%". I numeri, è vero sono freddi e non comprendono il lato umano ed emotivo, ma fanno chiarezza, sbarazzano il campo da pregiudizi e idee approssimative, e, soprattutto, danno la base su cui fare le programmazioni future.

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