Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Bagno di Romagna

"Regaloni" alla PolStrada, alcuni poliziotti si dissociavano: "Non voglio rischiare il posto"

I regali, i soldi e le "strenne natalizie" fatte di prosciutti, alimenti, buoni carburante etc., ma anche cene di pesce in ristoranti di lusso a Milano Marittima e Cesenatico, erano noti al personale

I regali, i soldi e le “strenne natalizie” fatte di prosciutti, alimenti, buoni carburante etc., ma anche cene di pesce in ristoranti di lusso a Milano Marittima e Cesenatico, erano noti al personale della sottosezione della Polizia Stradale di Bagno di Romagna. Ne è convinta la Procura della Repubblica che, oltre ad individuare specifici addebiti ad alcuni poliziotti in servizio alla caserma di San Piero in Bagno, indica che l'argomento dei regali era di pubblico dominio, tanto che se n'era discusso in una riunione interna del personale, lo scorso mese di ottobre.

E proprio nel corso di quella riunione, non mancò chi chiedeva la revisione radicale del sistema che era in essere da almeno 15 anni e che portava, a Natale, migliaia di euro e beni di vario tipo nelle disponibilità della caserma. I soldi finivano in un “fondo cassa”, che è arrivato ad oltre 27mila euro di giacenza. Un poliziotto nel prendere le distanze dalle elargizione, nel corso di questa riunione di circa un anno fa, spiega di non voler rischiare il posto di lavoro in questo modo. Un intervento che suscita un vespaio di reazioni dei colleghi, a cui pone fine il comandante, assumendosi le responsabilità e dicendo che se qualcuno fosse venuto a dire qualcosa lui avrebbe risposto che quei soldi li aveva presi lui e spesi lui.

Anche un altro poliziotto, in precedenza, si era dissociato dalla pratica dei regali elargiti dalle imprese di autotrasporto che poi finivano – secondo l'accusa – in una lista di “amici” in caso di controlli su strada. Al poliziotto che non “applicava la lista” sarebbe stato riservato un trattamento vessatorio, per esempio tenendolo in caserma e non mandandolo in pattuglia oppure, le poche volte che veniva mandato in esterno, non gli veniva affidato il ruolo di capopattuglia, per sottrargli poteri decisionali. Per questi ultimi episodi la Procura ipotizza il reato di maltrattamenti.

Per monitorare l' “andazzo” la Procura ha tenuto sotto controllo con intercettazioni ambientali e telefoniche la caserma di Bagno di Romagna. Qualcuno, nel dibattito che negli ultimi mesi si era tenuto su questi controversi “regali”, chiedeva ad esempio di indirizzare le donazioni a strumenti in uso alla caserma, come i computer o gli stivali da risuolare, e non a cene, pacchi dono e abbonamenti Sky, indicando la procedura diversa applicata in altre caserme della PolStrada, dove dei computer donati erano stati indirizzati alla Prefettura, che solo dopo aveva poi smistato gli apparecchi a chi necessitava.

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