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Opera d'arte "immersa" tra tavolini? La replica: "La rispettiamo, e la facciamo vivere"

"Alcuni anni fa ottenemmo la possibilità di sfruttare lo splendido spazio davanti al Teatro Bonci. Siamo stati sempre ben consapevoli del valore di quello spazio, e della attenzione che dovevamo riservargli"

Nessuna opera d'arte divorata, ma anzi rispettata e valorizzata. A rispondere a stretto giro alla polemica sollevata dall'ex consigliere comunale Davide Fabbri, sulla scultura bronzea “Il suonatore di fisarmonica” in piazza Mario Guidazzi “immersa” tra tavolini e embrelloni, è Andrea Rossi della direzione del Teatro Verdi-La Cantera.

Risponde quindi Rossi: “In quanto titolari del permesso di occupazione di suolo pubblico in Piazza Guidazzi, siamo chiamati direttamente in causa. Alcuni anni fa ottenemmo la possibilità di sfruttare lo splendido spazio davanti al Teatro Bonci. Siamo stati sempre ben consapevoli del valore di quello spazio, e della attenzione che dovevamo riservargli. Proprio per questo motivo abbiamo sempre agito con grande rispetto, evitando attività che fossero in contrasto con la magia del luogo. Non abbiamo mai avuto intenzione di “divorare” alcunché, e non ne abbiamo bisogno”.

Ed ancora la risposta: “Pensiamo anzi che le opere d'arte debbano vivere in mezzo alla gente e al loro quotidiano: l’opera di Bimbi vive in mezzo a bambini che giocano mangiando un gelato, vive in mezzo a giovani che bevono una birra, vive in mezzo ad adulti che mangiano un Cous Cous, vive. Vogliamo sottolineare che l’occupazione di suolo pubblico che ci è stata concessa dall’Amministrazione Comunale prevede proprio che l’opera di Bimbi non possa essere completamente circondata da sedie e tavolini, dovendo rimanere sempre fruibile a cittadini e turisti. E su questo abbiamo concordato pienamente”.

Ed infine: “Quanto alle fotografie divulgate da Davide Fabbri, una ulteriore precisazione: quelle foto sono state scattate in una occasione particolare. Era in corso, infatti, l’installazione della scenografia di uno spettacolo della Compagnia della Valdoca che si è tenuto quella sera; sono stati proprio i membri della compagnia a chiedere quella sistemazione temporanea di sedie e tavoli, così da rendere più comodi i loro lavori di preparazione”.

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