Pli su via Battisti: "Arredo indecente e pericoloso"

E poi, i liberali chiedono ancora il conto sul progetto. "Una trattativa segreta con i progettisti che avrebbe portato ad un accordo di cui il sindaco non ha mai rivelato i termini e gli estremi"

Il Pli torna alla carica e come campo di battaglia sceglie ancora una volta via Cesare Battisti. Due le richieste, tra cui anche una maggiore trasparenza circa il dietro le quinte di un progetto che fa discutere e che ha una perizia secretata. Difficile dar torto a Angeli e Vandelli almeno su questo punto. “Ho già più volte preso ad esempio l’arredo urbano del “boulevard parigino” di via Cesare Battisti come esempio di un intervento pubblico sbagliato e indecoroso".

"Oggi intervengo pubblicamente per fare al sindaco Paolo Lucchi una richiesta ufficiale di rimuovere e sostituire subito l’arredo urbano di questa via perché non è solo, a mio avviso, indecoroso, ma addirittura pericoloso per l’incolumità pubblica”. Questa la richiesta di Stefano Angeli del Pli in tandem con Ugo Vandelli. Come ho documentato anche con alcune foto i “cestini dei rifiuti” di metallo arrugginito sono in condizioni indecenti e presentano parti metalliche esposte appuntite e taglienti, oltre che sporche e arrugginite, che sono una vera e propria minaccia per i passanti".

"Anche altri elementi in metallo dell’arredo della via, lo ricordo opera di un noto e assai ben pagato architetto, sono sconnessi e presentano parti affilate e appuntite, oltre che arrugginite, che possono facilmente arrecare danno alle persone, specialmente ai bambini che transitano o giocano sui marciapiedi. Se il sindaco non dovesse intervenire rapidamente invito le autorità di pubblica sicurezza a farlo. Approfitto per ricordare per l’ennesima volta che ho sempre contestato i costi, il progetto e la realizzazione di questa disgraziata opera pubblica e ribadisco la mia personale e perdurante insoddisfazione per le recenti dichiarazioni del sindaco in merito alle richieste di risarcimento fatte dal comune nei confronti di progettisti ed impresa, tramite trattative segrete o tramite azioni legali".

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"In particolare non mi soddisfa affatto la trattativa segreta con i progettisti che avrebbe portato ad un accordo di cui il sindaco non ha mai rivelato i termini e gli estremi, così come non ha mai spiegato perché il progetto di quest’opera fu affidato a quel progettista, per una cifra totale largamente superiore ai 100 mila euro, in affidamento diretto e senza alcun bando pubblico”.
 

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