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Più di 1000 richieste di aiuto: "La violenza non si annida in famiglie disagiate, colpite donne giovani"

In aumento esponenziale i casi di violenza sulle donne in città. Dati commentati con preoccupazione dall'assessore alla cultura Carlo Verona, non incide solo il lockdown

Numeri preoccupanti che dimostrano che Cesena non è "un'oasi felice". Sono i numeri, in aumento esponenziale, della violenza sulle donne in città. Sono stati illustrati durante la conferenza stampa che ha presentato l'iniziativa che vede in tandem il Cesena calcio con il Centro Donna del Comune. Mercoledì 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

La fotografia dei casi di violenza di genere a Cesena dice che nel primo semestre del 2020 i contatti con il Centro Donna sono stati oltre 1000. Per la precisione 1035: 507 diretti, 434 contatti telefonici, 94 risposte tramite mail. Il servizio specialistico di informazione giuridica, che si avvale di 4 avvocatesse, ha invece registrato 88 richieste di appuntamenti e sono 72 i colloqui effettivamente realizzati.

 "Il Covid ha acuito il problema - sottolinea la consigliera comunale del Pd Federica Monti - i casi di violenza sono aumentati in maniera esponenziale". In pratica l'emergenza sanitaria e in particolare la fase di lockdown totale ha 'intrappolato' le donne in casa con gli aguzzini, rendendo più difficile la richiesta di aiuto. "Le forme di violenza - sottolinea la consigliera - sono tante: fisica, psicologica, sessuale, economica".

Dati commentati con preoccupazione dall'assessore alla cultura Carlo Verona: "E' un tema terribile, i numeri ci impressionano. Più di 1000 richieste di aiuto al centro anti violenza nei primi sei mesi del 2020, in netto aumento". L'assessore indica alcuni elementi significativi: "La violenza non si annida in famiglie disagiate, indigenti, dove gli uomini sono alcolisti  o tossicodipendenti. Solitamente i casi di violenza avvengono in nuclei familiari dove il livello culturale è alto, parliamo di persone diplomate o laureate. La violenza colpisce maggiormente donne giovani, (fascia d'età 30-40 anni) e nella grande maggioranza dei casi, donne italiane. E' importante reagire ai singoli casi ma anche sensibilizzare, ed è importante educare ai sentimenti le nuove generazioni".

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