Cronaca

Piscina comunale, "Tante incognite sulla riapertura, evitare che diventi un caso come la Rocca"

"Molti cesenati ci hanno comunicato che le informazioni sulla riapertura dell'impianto comunale sono molto nebulose" spiegano Marco Giangrandi e Denis Parise di Cesena Siamo Noi

Il coordinamento di Cesena SiAmo Noi è preoccupato per la gestione della piscina comunale e l'inizio dell'attività natatoria all'esterno. "Molti cesenati ci hanno comunicato che le informazioni sulla riapertura dell'impianto comunale sono molto nebulose - spiegano Marco Giangrandi e Denis Parise - Chi telefona viene messo in contatto con la sede di Verona perché non c'è ancora nessuno qui a Cesena e stanno dicendo che riapriranno entro i primi 10 giorni di giugno, che è, comunque, tardi. Ma non solo, le persone sono preoccupate anche perché sembra che i crediti per gli abbonamenti annuali pagati a settembre/ottobre e poi non utilizzati a causa del covid siano recuperabili solo sotto forma di voucher. Recupero che a qualcuno non va bene perché non ha più intenzione di frequentare l'impianto e vorrebbe riavere i soldi indietro. A chi deve rivolgersi? Con chi deve rivalersi? Insomma - continua Giangrandi - c'è molta preoccupazione e caos.  Che ne sarà della piscina comunale? Se qualcuno va adesso a guardare all'esterno vede due pozze abbandonate con all'interno ospitano anche rane e girini".

A occuparsi della vicenda, come detto, sono tre dei coordinatori di Cesena Siamo Noi, Marco Giangrandi, Denis Parise e Stefano Balzani i quali vogliono puntare il dito su una gestione comunale un po' disattenta, o, se non altro, che arriva sempre tardi. "Ci dispiacerebbe molto che si ripetesse ciò che è accaduto per la Rocca - continuano i tre coordinatori di Cesena Siamo Noi - Vengono fatti bandi europei, assolutamente corretti dal punto di vista formale, ma poi a livello sostanziale c'è qualcosa che non funziona. Penso che sia l'ora di rivedere la modalità di scrivere i bandi tenendo magari in conto anche la territorialità. Ormai si è capito che la gestione di un bene pubblico riesce meglio se viene fatta da chi lo conosce, da chi è vicino anche logisticamente, da chi ha un controllo diretto sul bene. Almeno noi siamo convinti che sia così e, purtroppo, anche la vicenda della piscina comunale sta riproponendo lo stesso problema. La precedente gestione, con sede a Mercato Saraceno, nel 2010, lasciata a piedi dall'impianto di Cesena, prese in gestione altre strutture, tra cui Atlantica, gli impianti di Forlì, e mi sembra di capire che funzioni molto bene. Non vorremo che, alla fine, per via di queste gestioni troppo delocalizzate a rimetterci siano i cittadini e il disservizio lo paghino i cesenati". 

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